In merito alla decisione unilaterale assunta dall’azienda Dino Corsini, storicamente conosciuta per la produzione del tortino di Porretta Terme, esprimiamo la nostra più ferma condanna per una scelta grave  e inaccettabile.

Tale decisione comporta la perdita del posto di lavoro per cinque lavoratrici, colpendo ancora una volta un territorio già fragile, esposto a un concreto rischio di desertificazione industriale e occupazionale. In contesti come questo, ogni posto di lavoro perso rappresenta non solo un danno individuale, ma un colpo all’intero tessuto sociale ed economico della comunità.

Riteniamo altrettanto grave e irresponsabile l’atteggiamento dell’azienda, che ha scelto di non presentarsi al Tavolo  di Salvaguardia  presso la Città Metropolitana di Bologna. Un’assenza che dimostra chiaramente la volontà di sottrarsi al confronto e di non assumersi alcuna responsabilità rispetto alle conseguenze delle proprie decisioni.

Questo comportamento è inaccettabile: le imprese non possono pensare di operare nei territori solo quando è conveniente, per poi abbandonarli senza alcun confronto con le istituzioni e le parti sociali.

 

Il Tavolo di Salvaguardia ha visto, invece,  la presenza dell’AD della Ditta Dino Corsini SRL di Crespellano, Jacopo Malacarne che sta concretizzando l’acquisizione del marchio, che su richiesta del sindacato   ha dichiarato per iscritto la propria disponibilità a offrire a tutte le lavoratrici coinvolte un posto di lavoro full time a tempo indeterminato. 

 

Un elemento positivo, che rappresenta un primo segnale di attenzione, ma che dovrà essere verificato concretamente nei tempi, nelle modalità e nelle condizioni proposte.

La multinazionale  ha inoltre dato piena disponibilità a dare una licenza per uno spaccio per qualsiasi soggetto che volesse assorbire parte del personale non disponibile al trasferimento.

Disponibilità  che riteniamo importante per non disperdere completamente il legame produttivo e simbolico con il territorio.

Allo stesso tempo, la Città Metropolitana di Bologna si è impegnata ad attivare, anche attraverso il progetto “Insieme per il Lavoro” e gli strumenti di politiche attive, percorsi di ricollocazione per le lavoratrici presso altre realtà produttive del territorio. Un impegno significativo, che va nella direzione di una responsabilità pubblica nei confronti del lavoro e della coesione sociale.

Come organizzazione sindacale ribadiamo tuttavia che quanto accaduto resta inaccettabile: le imprese non possono abbandonare i territori senza confronto, scaricando sulle lavoratrici e sulle istituzioni le conseguenze delle proprie scelte.

Per questo continueremo a presidiare ogni passaggio, affinché gli impegni assunti si traducano in soluzioni concrete, stabili e dignitose per tutte le lavoratrici coinvolte.
Il sindacato resterà al fianco delle lavoratrici, mettendo in campo tutte le iniziative necessarie per difendere il lavoro, i diritti e la dignità delle persone, in un territorio che non può permettersi ulteriori arretramenti sul piano occupazionale

 

FLAI-CGIL

Simone Tovoli 

 

CdLM Cgil Bologna

Giulia Santoro                                                                 





Bologna, 10 Aprile 2026