Il Tribunale del lavoro di Bologna, con sentenza del 14 aprile 2026, ha riconosciuto il diritto di
due lavoratori somministrati tramite Adecco, impiegati presso Poste Italiane, al pagamento
del premio di risultato, condannando in solido le società coinvolte.
I lavoratori, pur svolgendo per anni le medesime mansioni dei dipendenti diretti di Poste, non
avevano ricevuto il medesimo trattamento economico. Il Giudice ha riaffermato un principio
fondamentale: il premio di risultato costituisce retribuzione a tutti gli effetti e deve essere
riconosciuto anche ai lavoratori somministrati, in applicazione del principio di parità di
trattamento.
La vertenza è stata seguita e sostenuta dal Nidil CGIL, insieme allo Studio Legale Associato
di Bologna, con il patrocinio degli Avvocati Bruno Laudi e Francesco Pizzuti.
“Questa sentenza ribadisce un principio che difendiamo ogni giorno” dichiara Marco
Importico, del Nidil CGIL di Bologna “a parità di lavoro devono corrispondere pari diritti.
Troppo spesso la somministrazione viene utilizzata per abbassare il costo del lavoro e
comprimere tutele, scaricando il rischio su lavoratrici e lavoratori già esposti a condizioni di
forte precarietà. Il nostro lavoro quotidiano è proprio quello di contrastare queste distorsioni,
riportando al centro la dignità del lavoro e l’effettività dei diritti, dentro e fuori i luoghi di
lavoro.
La nostra Organizzazione Sindacale proseguirà con determinazione nell’azione di tutela
collettiva e individuale, affinché tali principi trovino concreta applicazione in tutti i luoghi di
lavoro.”