E' stato sottoscritto oggi a Palazzo Malvezzi il Protocollo d'intesa tra Città metropolitana, Comune di Bologna e Cgil-Cisl-Uil di Bologna e Imola, sull'Economia sociale e l'Amministrazione condivisa, siglato dal Sindaco di Bologna e dai Segretari genwrali delle Confederazioni sindacali.
Il nuovo Protocollo conclude positivamente una vicenda sindacale aperta da oltre due anni, scaturita dalla sottoscrizione nel 2022 del Patto per l’amministrazione condivisa tra Comune di Bologna e Terzo Settore in attuazione del nuovo Codice del Terzo settore.
Diversi i punti rilevanti della nuova intesa:
1. si ribadisce che l’economia sociale, per poter sviluppare correttamente il proprio contributo, ha bisogno di un forte pilastro pubblico, in grado di garantire il carattere universalistico del sistema di garanzie sociali, organizzare e gestire la risposta in termini di servizi ai bisogni della popolazione, garantire i diritti sociali;
2. le scelte in capo alla pubblica amministrazione e le procedure di co-programmazione e co-progettazione, nei diversi ambiti previsti, saranno oggetto di confronto preventivo con le Organizzazioni Sindacali;
3. si stabilisce l'impegno a consolidare gli obiettivi di mantenimento della gestione diretta dei servizi, nonché gli obiettivi di uniformità, qualità e sviluppo - sia nella gestione diretta che in quella indiretta - anche per quanto attiene alle condizioni di lavoro e contrattuali degli operatori coinvolti nei servizi e per quanto attiene alla programmazione, pianificazione e organizzazione dei servizi medesimi, su tutto il territorio metropolitano;
4. laddove le organizzazioni dell’economia sociale ricorrano al lavoro dipendente, questo deve essere pienamente tutelato assicurando, la piena applicazione e rispetto dei livelli di tutela previsti dalla contrattazione collettiva sottoscritta dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
5. nell’affidamento di servizi da parte della pubblica amministrazione, anche attraverso le procedure della co-programmazione, occorre assicurare, oltre alle tutele contrattuali, l’applicazione della clausola sociale ed ogni altro vincolo previsto dai protocolli sindacali in materia di appalti pubblici;
6. il coinvolgimento degli Enti del Terzo settore, per quanto attiene il tema della co-programmazione e co-progettazione, a partire da quanto previsto dal Codice del Terzo Settore (CTS) non può mai mettere in discussione la titolarità e i principi di autonomia e responsabilità del soggetto pubblico, in particolare per quanto attiene gli ambiti di definizione della programmazione;
7. Si chiarisce chi sono i soggetti titolati ad intervenire nell’ambito delle procedure relative alla definizione dei Piani di zona per la salute e il benessere sociale previsti dalla L.R. 2/2003 (sono escluse le organizzazioni dell'economia sociale "for-profit");
8. si ribadisce che è nell’ambito dei Distretti socio-sanitari, oltre che nei confronti che si realizzano con il sistema degli Enti Locali, che le Organizzazioni sindacali confederali, assieme alle rispettive categorie, sviluppano il sistema di relazioni ed attuano la contrattazione sociale, incluso il confronto relativo alle risorse necessarie a definire la risposta ai bisogni sociali e allo sviluppo dei relativi servizi;
8. infine, si afferma che l’affidamento di servizi, in particolare per quanto attiene l’ambito sociale, socio-sanitario e socio-educativo, anche laddove avviene attraverso gli strumenti previsti dal CTS, fermo restando i criteri convenuti tra la Regione Emilia-Romagna e le OO.SS. Confederali in materia di accreditamento dei servizi socio-sanitari, deve in ogni caso rispettare i principi di trasparenza ed evidenza pubblica.