La direzione della Fondazione Bologna University Press ha comunicato nell’incontro sindacale odierno con la SLC CGIL, che ha approvato un piano di risanamento aziendale che prevede i licenziamenti senza l’utilizzo di alcun ammortizzatore sociale, né tutele per i lavoratori.
La SLC CGIL evidenzia inoltre una rigidità emersa nell’incontro del 26 marzo che riduce il confronto a una presa d’atto di decisioni già assunte e, pertanto, esprime forte preoccupazione. “Non accetteremo – spiegano da SLC CGIL di Bologna – che il costo di scelte industriali e gestionali venga scaricato sui lavoratori.”
Per il sindacato, l’unico piano credibile è un piano di tutela per i lavoratori, già firmato il 30 giugno 2025 che prevedeva l’utilizzo di tutti i possibili strumenti e ammortizzatori sociali per la salvaguardia dei posti di lavoro.
La criticità è ancora più evidente considerando che oltre l’80% delle attività della Fondazione BUP è svolto in open access gratuito, di fatto a servizio dell’Università di Bologna.
L’azienda BUP disattende in tal modo il Patto per il Lavoro e per il Clima. Vogliamo anche richiamare la responsabilità dell’Università di Bologna, in quanto BUP ha come socio unico fondatore la Fondazione Alma Mater dell’Università di Bologna.
La SLC CGIL ribadisce la disponibilità al confronto, ma esclude qualsiasi accettazione di licenziamenti imposti.
27 marzo 2026
SLC CGIL Bologna