È stato un breve ma intenso viaggio, durato un intero giorno, la testimonianza che ci hanno regalato sabato, con la loro presenza, Sofia, Daniel, Tarteel e Aisha, accompagnati da Daniele Taurino dell'associazione Movimento nonviolento.
Questi quattro ragazzi e ragazze, israeliani e palestinesi, sono esponenti dei movimenti di obiettori e per la nomlnviolenza di Israele (Mesarvot) e Palestina (Community Peacemaker Teams).
Rimarranno in Italia fino al 27 ottobre, compiendo un tour che li porterà anche a Roma, in Parlamento, per svolgere audizioni e una conferenza stampa congiunta con alcuni parlamentari del centrosinistra.
Vengono da un teatro di guerra e di conflitti permanenti. Il ragazzo e la ragazza israeliani, David e Sofia hanno pagato con il carcere la scelta di non volersi arruolare con l'IDF. Hanno detto che rifiutano di macchiarsi le mani di sangue e non accettano l'indottrinamento imposto dal loro Governo, che non considerano democratico.
Le due ragazze palestinesi, Tarteel e Aisha, si misurano quotidianamente con l'oppressione che avviene nei territori occupati, dove ogni libertà è impedita e dove i soprusi, la privazione di diritti, l'esproprio delle loro case e terreni, l'umiliazione, partendo dai bambini, è la costante.
Emerge chiaramente anche dal docufilm "Light" proiettato al cinema Perla davanti ad oltre 200 studenti delle scuole superiori bolognesi.
Intenso è stato anche il programma del pomeriggio, con l'iniziativa a Monte Sole, alla Scuola di Pace, anche in questo caso presenti oltre 100 persone che hanno il meteo per incontrarli. A Monte Sole l'emozione per i racconti dei ragazzi e lo stupore per il loro coraggio, si è unito alla consapevolezza che la disumanizzazione non ha limiti: non li ha avuti ottantanni fa a Marzabotto, non ce li ha, oggi, in Palestina.