Nella giornata di oggi 5 maggio 2026 si è concluso il processo per caporalato e sfruttamento lavorativo ai danni delle collaboratrici domestiche reclutate attraverso le Cooperative Angeli Azzurri e Nuovi Angeli.

La vicenda risale al periodo 2016 – 2020 e ha coinvolto decine di lavoratrici domestiche costrette a lavorare con retribuzioni inferiori ai CCNL di settore, con violazione della normativa sull’orario di lavoro, sui riposi e sulle ferie nonché sulla normativa in materia di sicurezza, abusando del loro stato di bisogno.

L’amministratore unico delle Cooperative è stato condannato anche per l’omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti ai lavoratori e anche per alcune truffe a danno delle famiglie che fruivano delle prestazioni lavorative delle collaboratrici domestiche.

La Camera del Lavoro Metropolitana CGIL di Bologna, rappresentata dall'Avv. Gian Andrea Ronchi, ha assistito le lavoratrici in ogni fase della vicenda, cercando di recuperare da subito le retribuzioni e quindi affiancando le collaboratrici domestiche nella costituzione di parte civile nel processo penale.

Ancora una volta il Tribunale si è trovato a giudicare una vicenda paradigmatica di tanti problemi del mondo del lavoro: cooperative fittizie che assumono lavoratori precari in un contesto di intermediazione illegale di manodopera senza alcun rispetto delle regole di base del contratto di lavoro.

Nell'esprimere soddisfazione per l'esito di questo primo grado di giudizio, non possiamo non evidenziare che la condanna però giunge dopo quasi 10 anni da quando si sono realizzati gli illeciti e per giunta i risarcimenti riconosciuti potranno essere quantificati solo a seguito di un ulteriore processo che non potrà iniziare prima del prossimo autunno, lasciando così sostanzialmente senza una vera giustizia i lavoratori e le lavoratrici vittime di questi odiosi reati.

La Segreteria CDLM-CGIL di Bologna