Apprendiamo che Bologna University Press sta predisponendo per il Consiglio di amministrazione dell’Università di Bologna, previsto a fine ottobre, due scenari: proseguire il percorso per ottenere il riconoscimento dell’inquadramento previdenziale previsto per le imprese editrici di periodici, necessario per accedere alla cassa integrazione straordinaria del settore, oppure procedere con i licenziamenti.
Per la SLC CGIL questa alternativa è inaccettabile e contraddice quanto sottoscritto tra le parti.
Gli accordi firmati tra il 28 aprile e il 13 maggio 2026 hanno stabilito il ritiro dei licenziamenti, l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali disponibili, le eventuali ricollocazioni esclusivamente volontarie e la prosecuzione del confronto sul risanamento e sul rilancio della Fondazione.
La SLC CGIL ha sempre dato la propria disponibilità a BUP per trovare una soluzione che consenta di ottenere questo inquadramento e di utilizzare gli strumenti previsti dagli accordi, compreso il ricorso alla CIGS attraverso il contratto di solidarietà.
È incredibile che, in un territorio come quello bolognese, si torni a parlare di licenziamenti nonostante gli accordi sottoscritti e la presenza di strumenti alternativi.
Bologna University Press è una Fondazione riconducibile all’Università di Bologna, pertanto l’Ateneo deve garantire il rispetto degli accordi sottoscritti.
Chiederemo che il sindacato e le istituzioni coinvolte siano convocati al Tavolo di salvaguardia prima del Consiglio di amministrazione di Unibo di fine ottobre, per individuare una soluzione che utilizzi gli strumenti disponibili ed escluda i licenziamenti.
Qualunque decisione assunta senza questo confronto troverà la ferma opposizione della SLC CGIL.
SLC CGIL Bologna