Il Centro Ricerche Enea Brasimone situato nell’appennino bolognese è isolato. La FLC CGIL di Bologna ed Emilia Romagna ritengono inaccettabile che un polo di eccellenza, di ricerca e di sviluppo per l'intero territorio appenninico venga lasciato di fatto irraggiungibile dai mezzi pubblici a seguito della soppressione della fermata della linea 808.
Come sindacato siamo da settimane impegnati a risolvere il problema e facciamo pienamente nostre le denunce e le urgenze sollevate nelle scorse settimane dalle RSU e dai lavoratori del centro e chiediamo alla Regione EmiliaRomagna, alla Città Metropolitana di Bologna, ai Comuni del territorio e all'azienda di trasporti TPER di intervenire concretamente e in tempi rapidissimi per risolvere il problema, ripristinando rapidamente i trasporti per raggiungere la sede del centro di ricerca.
Chiediamo quindi a TPER l'immediata estensione della linea (Porretta-Camugnano- Castiglione dei Pepoli) con il ripristino della fermata nel piazzale antistante il Centro Ricerche ENEA del Brasimone per i due sensi di percorrenza. Questa fermata, di fondamentale importanza, per lavoratori e studenti è stata soppressa lo scorso giugno e mai più riattivata, rendendo il Centro completamente escluso dalle soluzioni del trasporto pubblico locale.
Il perdurare di questa situazione sta generando danni concreti e disagi inaccettabili. Si penalizzano i dipendenti, gli assegnisti, gli studenti e gli ospiti provenienti dai comprensori montani di Vergato, Alto Reno Terme e Camugnano, oltre ai lavoratori in arrivo dagli altri centri ENEA.
Il Centro di ricerca si trova a 900 metri sul livello del mare, nel Parco dei laghi di Suviana e del Brasimone. L’arrivo della stagione invernale è alle porte e le avversità climatiche (tra cui precipitazioni nevose, strade ghiacciate e forte freddo) renderanno i collegamenti privati ancora più pericolosi, rendendo il trasporto pubblico una garanzia essenziale per la sicurezza di chi lavora e studia.
La mancanza della fermata ostacola i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) dedicati agli studenti delle scuole superiori del territorio montano, mettendo a rischio una pratica di collaborazione consolidata da anni. Un isolamento che mina gravemente l'attrattività del Centro nei confronti dei nuovi assunti e degli studenti, limitando le concrete opportunità di formazione, crescita professionale e inserimento nel settore
della Ricerca.
Si rischia, inoltre, di vanificare il progetto “Start up di Servizi pubblici”, in convenzione con la Città Metropolitana di Bologna. Tale progetto prevede spazi di coworking per favorire l'incontro tra cittadini, professionisti e territorio. Servizi che la cittadinanza non potrà raggiungere in assenza di mezzi pubblici.
La soppressione della fermata è un elemento fortemente penalizzante che rallenta le prospettive di crescita del Centro e frena lo slancio per lo sviluppo dell'intero Appennino circostante. Chiediamo, quindi, una presa di responsabilità collettiva e un intervento risolutivo immediato per non mortificare chi lavora e fa ricerca in uno degli enti pubblici più importante del territorio.
Se la ricerca, come a noi sembra, è un punto di eccellenza del nostro sistema regionale, oltre che nazionale, e condizione imprescindibile per lo sviluppo della nostra regione e del Paese, la soluzione va trovata e non rimpallata nelle responsabilità.
Gabriele Caforio – Segretario generale FLC CGIL Bologna
Monica Ottaviani – Segretaria generale FLC CGIL Emilia Romagna