Gli attacchi alla libertà di insegnamento nelle scuole non si fermano. Assistiamo anche oggi, a Bologna, ad un nuovo caso che vede coinvolto l’Istituto Aldrovandi Rubbiani dove il Dirigente Scolatico ha annullato la lezione prevista per alcune classi, sul tema dell’obiezione di coscienza “refusenik”, con Ella Keidar Greenberg e Iddo Elam, due giovani di 18 e 19 anni che si sono opposti, passando anche da mesi di carcere, alla chiamata alle armi nel conflitto israelo-palestinese. 
 
Il Dirigente Scolastico, apprendiamo dalla stampa, ha motivato la sua scelta come “un’operazione di prudenza dopo le ultime note del Ministero nelle quali si ribadisce che su certi temi sono necessarie garanzie di pluralismo e contraddittorio». 
 
Dopo il caso dell’Istituto Mattei di San Lazzaro dei giorni scorsi assistiamo ad una nuova quanto grave limitazione della libertà d’insegnamento dei docenti prevista dalla Costituzione, motivata dal rispetto di una richiesta di contraddittorio che arriva dal Ministero e che di fatto tenta di legare le mani a qualsiasi iniziativa del personale docente su questioni su cui il contraddittorio è oggettivamente impossibile.
 
Altrettanto grave la celerità con cui l’USR ha già predisposto l’invio degli ispettori nell’istituto di San Lazzaro. Ci piacerebbe vedere tanto impegno e tanta prontezza da USR e Ministero anche in qualsiasi altra situazione in cui questo si renda necessario o anche quando i lavoratori precari chiedono il pagamento dei loro stipendi dopo mesi oppure quando i dirigenti scolastici e le scuole chiedono nuove unità di personale, dignità dei salari e investimenti per la scuola pubblica anziché assistere a leggi di bilancio che destinano miliardi di soldi pubblici alle spese di riarmo.
 
Purtroppo, tutto ciò, conferma il cambiamento del clima e dell’attenzione che il Ministero rivolge ai luoghi della conoscenza dove la costruzione del sapere critico, l’approfondimento sull’attualità politica e sociale sono diventati così scomodi da doverne limitare l’esercizio e la libertà.
 
Questo Governo attacca la scuola della Costituzione, lo fa tagliando risorse e lo fa cercando di forzare una gerarchia dal Ministero ai dirigenti scolastici che torna indietro di decenni.
 
Nel ribadire la nostra solidarietà ai docenti coinvolti ribadiremo anche ogni giorno e in ogni luogo, che gli spazi del sapere sono spazi di pace, di libertà e di sapere critico. Non accetteremo censure e intimidazioni.
 
 
Gabriele Caforio – Segretario Generale FLC CGIL Bologna