La CGIL Nazionale, di fronte a quanto sta avvenendo a Gaza e in Cisgiordania, oltre a sostenere l’importante iniziativa umanitaria promossa dalla Global Sumud Flotilla e rilanciare la propria iniziativa di raccolta fondi di solidarietà per Gaza, ha indetto per sabato 6 settembre 2025 una giornata di mobilitazione nazionale dal titolo "FERMIAMO LA BARBARIE".
La CDLM-CGIL di Bologna, insieme al mondo associativo che in tutto questo tempo s'è mobilitato contro lo sterminio in atto del popolo palestinese, per la pace e per fermare tutti i conflitti, ha deciso di svolgere la mobilitazione prevista invitando lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati, studenti e studentesse e il mondo associativo a ritrovarsi a Monte Sole con la bandiera palestinese e quella della pace.
Il concentramento sarà alle ore 10.00 presso il Poggiolo.
Promuovono la mobilitazione insieme alla CGIL di Bologna, Amnesty International Bologna, ANPI provinciale Bologna, ANPI Marzabotto, ARCI Bologna, AssoPacePalestina, Comunità Islamica di Bologna e UCOII, Cucine Popolari, Emergency Bologna, La Comune Bologna, Legambiente Bologna, Libera Bologna, Mediterranea, Nexus Emilia-Romagna, Pax Christi Bologna, Percorsi di Pace, Portico della Pace e le associazioni studentesche Rete degli studenti medi Bologna, Rete Degli Universitari UDU Bologna, SIG-SISP Bologna.
Aderiscono il Comune di Marzabotto, il Comitato per le onoranze Caduti di Marzabotto e il Comune di Bologna.
APPELLO NAZIONALE
In questi giorni, il governo e l’esercito israeliano stanno realizzando a Gaza ed in Cisgiordania una delle più gravi negazioni del diritto umanitario e internazionale.
Il governo israeliano ha infatti deciso di proseguire l’assedio della striscia di Gaza con un’ulteriore escalation militare che prevede lo sfollamento della popolazione palestinese in impossibili campi profughi privi di sicurezza, di cibo, di acqua e di assistenza sanitaria, per poi rioccupare quel territorio trasferendo la popolazione. Inoltre, è stata annunciata la volontà di isolare Gerusalemme dal resto della Cisgiordania, con nuovi insediamenti ebraici sul territorio destinato allo stato di Palestina. Questi piani confermano il vero obiettivo del governo israeliano: eliminare ogni fattibilità dei “due stati per i due popoli” e la possibilità stessa di esistenza dello stato palestinese!
Questo progetto comporterà il sacrificio della vita degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, utilizza la fame come arma di guerra e straccia il diritto internazionale che rimane l’unica garanzia su cui costruire pace e sicurezza comune. Un vero e proprio punto di non ritorno!
Non possiamo rimanere in silenzio. Non possiamo permettere che ciò avvenga sotto i nostri occhi. Non è più il tempo delle parole. Stati e governi democratici, membri delle Nazioni Unite, firmatari di accordi, trattati e convenzioni per il rispetto dei diritti umani, della legalità, della giustizia, del diritto umanitario debbono fermare questa barbarie. Non possiamo più accettare che vengano uccisi impunemente bambini, donne, operatori umanitari, sanitari e giornalisti e che continui la distruzione delle infrastrutture civili rimaste, a partire da ospedali e scuole.
Per questo, rinnoviamo il nostro impegno alla più ampia mobilitazione possibile - sostenendo quanti si sono ribellati in questi giorni anche in Israele – chiedendo a tutti i Governi di interrompere la consegna di armi, agire per raggiungere un cessate il fuoco e garantire l’ingresso di aiuti umanitari illimitati subito, ottenere il rilascio di tutti gli ostaggi e i prigionieri politici, riconoscere lo stato di Palestina, porre fine all'occupazione e interrompere il commercio con gli insediamenti illegali e rafforzare la democrazia per raggiungere una pace duratura in tutta la regione.
Per queste ragioni, sosteniamo l’iniziativa umanitaria e nonviolenta promossa dalla Global Sumud Flotilla, partita dal basso, mobilitando singole persone di ogni parte del mondo per rompere l’embargo e l’isolamento della popolazione palestinese di Gaza, assediata ed affamata.
Invitiamo lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati, studenti e studentesse, il mondo associativo, artisti, intellettuali, giornalisti ad unirsi a scendere in tutte le piazze delle città italiane per una prima mobilitazione il giorno sabato 6 settembre per chiedere che si fermi la barbarie in corso e che il governo italiano si schieri dalla parte della pace, della giustizia e del diritto internazionale.
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