Buongiorno a tutte e tutti, grazie di essere qui. 

 

In questa giornata nazionale di mobilitazione lanciata dalla CGIL insieme a tante e tanti, associazioni e movimenti.

 

Grazie per essere salite e saliti di nuovo a Monte Sole, dopo la grande manifestazione dello scorso 15 giugno e dopo il presidio di giovedì sera in Piazza Nettuno.

 

La manifestazioni di questi giorni segnano una svolta, una svolta nel protagonismo delle forze sociali, politiche, dei movimenti, delle cittadine e dei cittadini. 

 

Siamo di fronte ad una svolta perché le mobilitazioni di questi giorni segnano un cambiamento anche da parte delle opinioni pubbliche globali.



Ce lo dice il grande corteo di Genova che ha accompagnato la partenza della Global Sumud Flottilla, una partecipazione che non si vedeva dai tempi del G8 del 2001. 

 

Se allora la maggioranza dei popoli del mondo era per un’altro mondo possibile, oggi la maggioranza dei popoli del mondo ha una rinnovata consapevolezza. 

La consapevolezza che non possiamo rimanere in silenzio. 

Non possiamo permettere che il genocidio di cui è vittima il popolo palestinese, da Gaza alla Cisgiordania, avvenga sotto i nostri occhi. 

 

Stati e governi democratici, membri delle Nazioni Unite, firmatari di accordi, trattati e convenzioni per il rispetto dei diritti umani, della legalità, della giustizia, del diritto umanitario debbono fermare questa barbarie.






E’ una nostra responsabilità. 

E’ la responsabilità della nostra generazione, come le generazioni che ci hanno preceduto hanno avuto la responsabilità di battersi contro la guerra in Vietnam o l’apartheid in Sudafrica.

 

E’ una responsabilità anche del mondo del lavoro. 

 

E’ di pochi giorni fa la Giornata Nazionale di Digiuno promossa dagli operatori sanitari, per chiedere l’immediato cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari che consentano la fornitura di aiuti alimentari e di assistenza sanitaria in piena sicurezza alla popolazione.

 

Sono una importante novità anche le forti prese di posizione, non scontate, delle Organizzazioni Sindacali Internazionali. 

 

Quelle dichiarazioni e quelle richieste arrivano anche grazie al ruolo e alla determinazione della CGIL, 

che da subito è stata in piazza per la Pace e per fermare il genocidio.

 

Il sindacato mondiale CSI ha richiesto a tutti i Capi di Stato e di Governo, incluso quello italiano, di interrompere la consegna di armi, raggiungere un cessate il fuoco e garantire l’ingresso di aiuti umanitari illimitati subito, rilasciare tutti gli ostaggi e i prigionieri politici, riconoscere lo stato di Palestina, porre fine all'occupazione e interrompere il commercio con gli insediamenti illegali e rafforzare la democrazia per raggiungere una pace duratura in tutta la regione. 

 

La Confederazione europea dei sindacati (CES) insieme alle federazioni europee di categoria ha avanzato alla Commissione europea la richiesta di sospendere l’Accordo di associazione UE-Israele e di interrompere ogni commercio di beni prodotti negli insediamenti illegali. 




Da questo luogo, simbolo delle tragedie del Novecento ma anche dell’ostinata aspirazione alla pace dei popoli del mondo, diciamo allora grazie alla Global Sumud Flottilla.

 

Grazie perché occupa uno spazio, rompe una logica da blocchi contrapposti, pratica una diplomazia dal basso, nel rispetto del diritto internazionale. 

 

Disobbediamo e disertiamo la logica della contrapposizione tra un declinante occidente chiuso dentro una folle corsa al riarmo e un sud globale che si ritrova di fronte alle parate militari.

 

Grazie alla Global Sumud Flottilla perchè è la più grande iniziativa umanitaria della storia con navi civili, iniziativa umanitaria e nonviolenta partita dal basso, mobilitando singole persone di ogni parte del mondo.  

 

E’ il tentativo più grande che ci sia mai stato di rompere l’embargo e l’isolamento della popolazione palestinese di Gaza, 

assediata ed affamata, e di forzare un blocco militare di cui sono complici i vari governi, tra cui quello italiano.

 

Attiviste e attivisti, parlamentari, cittadine e cittadini: partite con il sostegno di tutto il mondo del lavoro, con il supporto del movimento internazionale dei lavoratori e del sindacato 

 

Ci prendiamo un impegno, come abbiamo fatto giovedì sera: saremo il vostro equipaggio di terra, impegnati a sostenere il vostro diritto pacifico e determinato di raggiungere Gaza e di portare gli aiuti alla popolazione. 

 

Lo faremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione, compreso lo sciopero se sarà necessario.

 

Quest’anno l’autunno inizia presto. 

 

Inizia con le piazze piene a sostegno della Global Sumud Flottilla.

Passerà attraverso la grande marcia Perugia-Assisi del prossimo 12 Ottobre.

 

Attraverserà le piazze per il lavoro e i contratti, per la scuola e la sanità pubblica, per le libertà democratiche e costituzionali, contro i licenziamenti. 

 

A questo proposito vi chiedo un applauso di incoraggiamento per le lavoratrici e i lavoratori della Yoox che lunedì iniziano la loro lunga marcia contro i 160 licenziamenti.

 

Non ci possono essere giustizia sociale e diritti sul lavoro se non fermiamo il genocidio in Palestina.

 

Ce lo ricorda ogni giorno Greta Thumberg: “Molti mi chiedono – ha risposto in un’intervista di qualche giorno fa a Il Manifesto - perché mi importi della Palestina se sono un’attivista per il clima. Io davvero non capisco come non si possa vedere il legame. 

Agiamo sempre in coerenza con gli stessi valori: giustizia, libertà, sostenibilità, benessere umano e planetario. E se restiamo uniti, siamo molto più forti. Per me è la stessa lotta. Non possiamo avere giustizia climatica senza una Palestina libera, perché non possiamo avere giustizia climatica senza giustizia sociale”.

 

E allora buon vento Global Flottilla.

 

Ci vediamo nelle piazze e davanti ai cancelli.

 

PALESTINA LIBERA.