Si sono svolte nella giornata di ieri, giovedì 4 marzo 2021, le assemblee dei lavoratori e delle lavoratrici di
FIAC srl e di FIAC PAC, compresi i lavoratori in staff leasing, per informare tutte e tutti sui contenuti dell’ipotesi
di accordo sul “piano sociale” raggiunta il 3 marzo con l’Azienda.
Al termine delle assemblee si è proceduto con il referendum sull’accordo che ha visto 86 voti favorevoli, 2
contrari e una scheda bianca.
L’Accordo, sottoscritto dalla FIOM-CGIL di Bologna, dal NIDIL CGIL Bologna, dalla RSU FIAC srl e FIAC
Professional Air Compressors, dalla Direzione Aziendale e da tutte le Istituzioni coinvolte (Regione Emilia
Romagna, Città Metropolitana e Comune di Sasso Marconi) prevede:
1) L’utilizzo della cassa integrazione straordinaria (CIGS) per cessazione per la durata di 12 mesi a partire dal 1-
7-2021 (con anticipo dei pagamenti e maturazione integrale a carico azienda dei ratei di 13ma e premi
aziendali);
2) La previsione di garanzie precise per i lavoratori di FIAC PAC (FIAC Professional Air Compressors) una volta che
la produzione sarà stata trasferita a Torino, sia in termini di nuova sede di lavoro (che non potrà essere
individuata ad una distanza superiore a 25 km dall’attuale), sia in termini di garanzie economiche in caso di
ristrutturazioni per almeno tre anni;
3) Un contributo economico (12.000 euro) per i lavoratori, che su base esclusivamente volontaria, decidano di
trasferirsi a Torino e la definizione che il passaggio avverrà in modo tale da mantenere tutti i diritti e l’anzianità
di servizio dei lavoratori;
4) Tutele aggiuntive per i lavoratori in staff leasing che riceveranno, se ancora dipendenti dell’agenzia di
somministrazione, dopo 60 giorni dalla cessazione della missione in FIAC, una indennità di mancata conferma,
pari a 12.000 euro;
5) La conferma che le attività di logistica saranno mantenute sino alla chiusura del sito (presumibilmente febbraio
2022) e l’impegno delle Parti affinché, come previsto dal Patto per il Lavoro e il Clima, siano esclusi
licenziamenti di lavoratori della cooperativa di logistica e rioccupati gli addetti in altri cantieri o comunque
utilizzati ammortizzatori sociali conservativi;
6) La messa a disposizione di tutti i lavoratori di FIAC srl, ad eccezione dei prepensionandi, di un qualificato servizio
di outplacement, a carico di FIAC;
7) La condivisione di un sistema di incentivazioni all’esodo suddiviso in due tipologie: – l’accompagnamento alla
pensione senza alcuna penalizzazione economica per tutti i lavoratori che in tre anni raggiungano il requisito
pensionistico – un incentivo economico pari a 70.000 euro per tutti i lavoratori che non raggiungono la pensione
(maggiorato di ulteriori 5000 euro se il licenziamento avverrà al termine della cassa integrazione e quindi il 30
giugno 2022). Viene inoltre previsto un meccanismo di “dote” che permetta ai lavoratori di utilizzare, su base
volontaria, una parte dell’incentivo (10.000 euro) per favorire la propria rioccupazione ed eventuali progetti di
reindustrializzazione. A tal proposito già dai prossimi mesi sarà necessario esaminare tutte le strade per
favorire una reindustrializzazione del sito ex FIAC di Pontecchio;
8) Introduzione di una clausola di verifica, che permetta alle Organizzazioni Sindacali e alle Istituzioni di verificare
entro giugno 2022 che le produzioni oggi realizzate a Pontecchio e oggetto del trasferimento, siano
effettivamente collocate nello stabilimento ABAC di Torino e non vengano invece spostate in paesi a basso
costo del lavoro (ad esempio nello stabilimento in Cina);
Andremo a sottoscrivere questo accordo con la consapevolezza che, nonostante una lotta
esemplare (con migliaia di ore di sciopero), la determinazione dei lavoratori, l’intervento delle
Istituzioni tutte, fino anche al Ministero dello Sviluppo Economico, non siamo riusciti a far cambiare

idea alla multinazionale Atlas Copco, che ha mostrato al territorio e al Paese una ostinazione e una
insensibilità sociale senza precedenti.
Andiamo a sottoscrivere un accordo che protegge al meglio possibile, nel contesto dato, le persone.
Pensiamo anche che, in questo accordo, si sia stabilito un principio importante, primo caso in Italia
a quanto ci risulta, di unità dei lavoratori, con la previsione di un intervento economico anche a
favore dei lavoratori in staff-leasing.
Usciamo da questa vertenza con la consapevolezza che solo la partecipazione, il protagonismo dei
lavoratori, la lotta, l’unità e un sindacato forte e autorevole possono, sempre, fare la differenza. I
lavoratori e le lavoratrici della FIAC lo hanno ricordato a tutti.
E come ci ha detto Ken Loach: “stay strong”.
Bologna, 5 marzo 2021
FIOM CGIL BOLOGNA

NIDIL CGIL BOLOGNA, RSU FIAC, RSU FIAC PAC