La Segreteria della CGIL – Camera del Lavoro di Bologna condanna la violazione dell’accordo per il cessate il fuoco da parte delle forze armate marocchine nei territori del Sahara Occidentale, e sottolinea come la risoluzione pacifica e negoziata sia la strada da perseguire per la composizione dei conflitti.

I fatti di recente accaduti hanno visto azioni rivolte verso dimostranti civili e una grave violazione dell’accordo sul cessate il fuoco definito dal 1991. Pertanto la Segreteria aderisce all’appello lanciato dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, di cui anche la CGIL fa parte, e fa proprie le rivendicazioni indicate nell’appello.

Bologna, 16 novembre 2020

APPELLO della Rete Italiana Pace e Disarmo

Si fermino gli scontri armati nel Sahara Occidentale

La notte di giovedì 12 novembre le forze armate marocchine hanno violato l’accordo di cessate il fuoco firmato tra le due parti in conflitto nel Sahara Occidentale – Fronte Polisario e il Regno del Marocco – inviando forze militari attraverso la zona cuscinetto di Guerguerat, con azioni contro i civili saharawi che dal 21 ottobre manifestavano pacificamente contro l’apertura di una breccia nel limite invalicabile definito dagli accordi del 1991. L’Esercito popolare di liberazione saharawi ha reagito all’azione militare marocchina che rappresenta una grave violazione dell’accordo di cessate il fuoco. Il rischio di una escalation è altissimo. Il futuro dell’Accordo di Pace, che da anni è bloccato per il mancato rispetto del referendum sull’autodeterminazione, così come la sicurezza di tutta la regione vengono così seriamente messe a rischio da questa azione unilaterale su cui le Nazioni Unite e l’intera comunità internazionale dovrebbero immediatamente chiedere conto al Governo del Marocco, anche attraverso un’operazione di interposizione che tuteli la popolazione civile e che fermi immediatamente l’uso delle armi. La mancata soluzione del conflitto nella regione del Sahara Occidentale e del Maghreb, non può che generare sofferenze, nuove violenze, instabilità ed insicurezza per tutti.

Per questo chiediamo:

• l’immediato ritiro delle forze militari nei confini stabili dalla tregua del 1991

• che l’Unione Europea, come tutti gli stati membri, condannino l’azione militare del Marocco contro la popolazione saharawi in un territorio controllato dalla missione delle Nazioni Unite MINURSO

• l’impegno della comunità internazionale ad esigere a tutte le parti in causa il pieno rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite

• la nomina e l’insediamento dell’inviato delle Nazioni Unite per la ripresa dei negoziati di pace.

Roma, 16 novembre 2020

ACLI, AGESCI, Accademia apuana della pace, Ambasciata democrazia locale, Amici della mezza luna rossa palestinese, ANSPS, AOI – Associazione di cooperazione e di solidarietà internazionale, Ara pacis iniziative, Archivio disarmo, ARCI, ARCI Bassa Val di Cecina, ARCI Verona, ARCS, ASC Aps, Associazione  Perugia Palestina, Associazione per la pace,  Associazione per la pace di Modena,  AssopacePalestina, AUSER, CDMPI – Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale, CGIL, CGIL Padova, CGIL Verona, CIPAX, CNCA, Comunità araba siriana in Umbria, Coordinamento comunità palestinesi, Coordinamento comasco per la pace, Coordinamento pace in comune Milano, CTA – centro turistico Acli PG – Encuentrarte, FIOM Cgil, FOCSIV, Fondazione Angelo Frammartino, Fondazione Finanza Etica, IPRI – rete CCP, IPSIA, Lega per i diritti dei popoli, Legambiente, Link2007 cooperazione in rete, Link – coordinamento universitario, Lunaria, MIR, Movimento europeo, Movimento nonviolento, Nexus Emilia Romagna, Per il mondo, Peacewaves,  Piattaforma ong MO, Restiamo umani con Vik Venezia, Rete degli studenti medi, Rete della conoscenza, Rete della pace umbra, Tavola della pace valle Brembana, Tavola pace val di Cecina, Tavola sarda della pace, Tavola della pace di Bergamo, U.S. Acli, UDS, UDU, UISP, Un ponte per…, Ventiquattro marzo.