Oltre il 90% di adesioni in Lamborghini, Bredamenarini, Kemet, Alberto Sassi, l’85% in Bonfiglioli Riduttori e in Fini Compressori. I primi dati sullo sciopero nazionale dei metalmeccanici a Bologna confortano Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil sulla riuscita della mobilitazione, la prima ‘social’ e digitale della storia del sindacato. “Lo sciopero e’ riuscito”, assicura il segretario delle tute blu della Cgil di Bologna, Michele Bulgarelli dal presidio allestito a Borgo Panigale di fronte alla sede di Ducati. Sul maxischermo piazzato di fronte all’ingresso della fabbrica si susseguono i collegamenti con gli altri presidi e con le altre aziende della regione mobilitate per lo sciopero nazionale.
“Ha pagato la scelta di tenere i presidi collegati a distanza, ma con una narrazione unica: c’e’ un appello molto chiaro che arriva dai cancelli delle fabbriche a riaprire un negoziato che affronti anche il tema salariale”, spiega Bulgarelli. “In questi ultimi giorni abbiamo visto delle brutte piazze, con episodi non belli. Oggi c’e’ una piazza del lavoro e dei diritti, pacifica ma determinata”, rivendica il segretario della Fiom. “Abbiamo visto il moltiplicarsi degli appelli degli imprenditori bolognesi che dicono che bisogna trovare una soluzione. Bisogna che Bologna e l’Emilia alzino la voce perche’ qui una ripresa e’ possibile, molte aziende stanno recuperando i mesi persi”, scandisce Bulgarelli.
“Chiediamo a Federmeccanica la riapertura del tavolo per arrivare a un accordo sul contratto. Bologna puo’ dare un contributo importante soprattutto sul modello partecipativo: abbiamo fatto accordi sindacali anche ieri per garantire i lavoratori, lo smart working, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Bologna puo’ contribuire con l’esperienza di una grande contrattazione aziendale che deve essere recepita anche a livello nazionale”, evidenzia il segretario della Fim-Cisl di Bologna, Roberta Castronuovo. “Stanno arrivando dati importanti dalle aziende sull’adesione allo sciopero, con aziende oltre l’80% di adesioni e una media, per ora, del 60%. Adesso ci attendiamo che il segnale arrivato con lo sciopero sia considerato nel modo giusto dagli imprenditori e che comincino a segnale a Federmeccanica e a Confindustria che il luogo dove si fanno le discussioni e’ quello della trattativa, non sono sicuramente le dichiarazioni del presidente Bonomi”, ammonisce Paolo Da Lan, segretario della Uilm di Bologna.
Lo sciopero a Bologna tocca il picco del 90% di adesioni nei reparti produttivi della Ducati Motor, della Comesa, della Toyota, alla Effer, in Oskar Marcegaglia, alla Varvel, in Profilati e a La Fortezza. Adesioni tra l’80 e l’85% alla 3F
Filippi, alla Corazza, alla Kone, alla Sasib ed alla Motori Minarelli. Adesioni al 60% in Gd e in Ima, alla Ducati Energia e in Acma, in Assa Abloy, alla Beghelli e alla Carpigiani, in Forgia Rapida e alla Galletti, in Hp Hydraulic, Logomat, Meccanica Sarti e OMT Tartiarini, Site e Spt. Intanto, in collegamento dai cancelli della Goldoni, storica azienda modenese produttrice di trattori, in concordato preventivo in attesa di un acquirente che la salvi dalla chiusura, parla il segretario regionale della Fiom, Samuele Lodi. “Le crisi e le speculazioni finanziarie non si possono sempre scaricare sui lavoratori, penalizzati dal livello troppo bassi dei salari, uno dei punti fondamentali nella vertenza per il rinnovo del contratto di Federmeccanica”, ricorda. “Dalla Ducati vogliamo dare un segnale di forza della protesta”, dice Toto’ Carotenuto, delegato Fiom nella rsu della casa di Borgo Panigale. “Al tavolo della trattativa abbiamo un rappresentate della Ducati: ecco, vorremmo facesse cambiare idea a Federmeccanica sugli aumenti salariali, che abbiamo chiesto perche’ ormai sta diventando difficile arrivare alla fine del mese, soprattutto per chi lavora in piccole aziende senza integrativi. Da qui oggi inizia una lunga battaglia se Confindustria non riaprira’ il tavolo della trattativa”, conclude.