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Nuovi contratti riders: protesta dei riders contro il nuovo contratto delle piattaforme
straniere ed esempio positivo dell’italiana Mymenu

Il Comune di Bologna è stato il primo Comune italiano a firmare un accordo metropolitano
sulla gig-economy, con particolare riguardo al tema del food-delivery, il 31 maggio 2018.
Da allora, il tavolo di monitoraggio con le parti firmatarie (piattaforme, organizzazioni sindacali
confederali, Riders Union Bologna) si aggiorna periodicamente per monitorare lo stato di
attuazione delle disposizioni previste dalla Carta.
Marco Lombardo, Assessore al lavoro del Comune di Bologna dichiara: “Siamo soddisfatti dei
miglioramenti contrattuali apportati per i riders di Mymenu che ci confermano come un’altra
strada per promuovere la cultura del lavoro digitale senza arretramenti sulla strada dei diritti,
sia non solo possibile, ma sostenibile, dal punto di vista economico, sociale, ambientale. Mi
auguro che la leale competizione sul mercato del food-delivery possa essere fatta
sull’innovazione, sulla qualità del servizio e sulla sicurezza, non sul (minor) costo del lavoro.
La strada della leale collaborazione istituzionale è quella sulla quale siamo chiamati a
pedalare tutti insieme per promuovere una nuova cultura del lavoro digitale nel nostro Paese”.


Mymenu, il principale operatore nazionale che opera in 6 città italiane e coinvolge circa 500
lavoratori autonomi e 900 ristoranti, anche in considerazione della Carta di Bologna e della
legge 128 del 2019, a prescindere dal campo di applicazione di quest’ultima, ha adeguato il
compenso orario di tutti i riders coinvolti dalla propria organizzazione ai minimi tabellari previsti
dai CCNL di riferimento ed inserito alcune novità quali le maggiorazioni per lavoro in condizioni
meteo sfavorevoli e durante le festività
.
L’azienda ha previsto in aggiunta una componente motivazionale variabile in funzione del
numero di ordini che saranno consegnati dai riders, che grazie alla scelta di mantenere una
configurazione operativa diversa rispetto alle piattaforma internazionali, non incentiva in alcun
modo i riders a correre rischi di sorta bensì ognuno godrà sempre delle propria scaletta di
ordini basata su tempistiche risultanti da una media di quelle impiegate dagli stessi riders per
gli stessi tragitti.
Infine, saranno introdotti benefici per tutti i riders presso officine o altri esercizi utili per la
manutenzione dei loro mezzi e mantenute formule di contributo alle spese funzionali all’attività
per i riders maggiormente impegnati con Mymenu rispetto ad altre piattaforme o altri impieghi
del loro tempo.
Edoardo Tribuzio, Ceo di Mymenu, dichiara: “Da sempre crediamo che proporsi come un
servizio di qualità significhi perseguire anche al proprio interno politiche di alto livello. Per
questo motivo anche oggi, nonostante l’allineamento verso politiche ribassiste portate avanti

dai concorrenti internazionali, seguiamo la nostra mission con la speranza che clienti, ristoranti
e pubblica amministrazione si dimostrino sempre più pronti a valorizzare il nostro operato: un
operato giusto e doveroso ma sempre più faticoso da sostenere in un settore in
controtendenza”.


Riders Union Bologna, sindacato metropolitano che rappresenta i rider del capoluogo
emiliano, esprime soddisfazione per il raggiungimento di un ulteriore passo in avanti compiuto
da Mymenu all’interno del percorso della Carta di Bologna. E nel sollecitare un generale
adeguamento dei firmatari alle garanzie previste dalla stessa, spiega: ‘‘Questo strumento
innovativo costituisce, ancora oggi, un importante punto di riferimento per la definizione di
migliori condizioni di lavoro per i rider. Mentre a livello nazionale vengono firmati accordi
truffaldini – spacciati per contratti collettivi – che legittimano l’ulteriore svendita dei diritti dei
fattorini che operano nelle maggiori multinazionali del settore, la Carta dimostra che è
possibile ottenere contratti dignitosi senza intaccare la sostenibilità economica del servizio da
parte delle piattaforme. Il nostro impegno nei confronti del monitoraggio e del miglioramento
della Carta continuerà come sempre. Crediamo, altresì, che sia un segnale importante la netta
presa di posizione di Mymenu contro pratiche fraudolente, antisindacali e votate
all’abbattimento esponenziale del costo del lavoro come quelle promosse dall’accordo tra
Assodelivery e UGL/ANAR. Nelle prossime settimane ci impegneremo a continuare nel nostro
percorso di mobilitazione per un contratto collettivo giusto e dignitoso, sempre nello spirito
collaborativo e propositivo della Carta’’.


CGIL, CISL e UIL Bologna dichiarano: “Da Bologna arriva un messaggio molto chiaro: Il
contratto Assodelivery-UGL va respinto perché in contraddizione con il riconoscimento dei
diritti e della dignità dei rider. CGIL-CISL-UIL chiedono un tavolo nazionale con tutte le
Organizzazioni Sindacali e i Rider, e faranno tutte le azioni necessarie per la conquista di un
CCNL rispettoso dei diritti dei lavoratori, perché si riconosca la dignità e la qualità del lavoro
anche per i ciclofattorini”.