Il Consiglio comunale di Bologna ha approvato un ordine del giorno per l’attribuzione della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki, studente egiziano, detenuto nelle carceri del Cairo a titolo di carcerazione preventiva sin dal 7 febbraio.

La CGIL – Camera del Lavoro di Bologna sostiene questa iniziativa fondata su principi propri della storia della nostra città quali la libertà di pensiero, di studio e di espressione, principi che hanno reso Bologna un riferimento per tutti nel mondo.

Il rinnovo del periodo di carcerazione preventiva di Patrick Zaki, lenito solo dalla possibilità di inviare una lettera alla famiglia sul suo stato di salute, non cancella tale ingiustizia e impone la necessità di imprimere una svolta nelle relazioni tra lo Stato italiano e lo Stato egiziano finalizzata alla risoluzione della vicenda che può essere raggiunta solo con la sua liberazione.

Evitiamo un nuovo “caso Regeni”! E’ questa la volontà della CGIL. Dalla data della carcerazione, ad oggi, la città di Bologna, gli studenti, l’Università di Bologna ed il Comune di Bologna, le Associazioni, a partire da Amnesty International, e le Reti Civiche presenti a Bologna non hanno mai smesso di chiedere la sua liberazione in ogni forma possibile.

Siamo in tempi di pandemia vissuta in termini particolarmente drammatici all’interno delle carceri e, anche per questo, occorre fare presto e, mentre il Governo egiziano decide di liberare 500 detenuti già condannati per evitare eventuali contagi, appare ancora più ingiusta la proroga della detenzione preventiva di Zaki.

Chiederemo libertà per Zaki fino alla sua liberazione e per tutti gli attivisti che, come lui, sono ancora ingiustamente incarcerati così come non smetteremo mai di chiedere ancora verità per Giulio Regeni.

7/07/2020