Abbiamo appreso dagli organi di stampa attraverso l’intervista rilasciata dal D.G e nel corso di una trattante Aziendale, che la riorganizzazione ospedaliera dell’azienda S. Orsola-Malpighi passa, per forza di cose, da una vera e propria ristrutturazione di una parte dei padiglioni ospedalieri della struttura stessa. Essi infatti risultano oggettivamente inadeguati a mantenere la sicurezza in base alla normativa prevista sulle  strategie da attuare per contrastare la pandemia in atto impostate in particolare sul distanziamento fisico ma non solo.

Siamo consapevoli che tale processo coinvolgerà non solo il Sant’ Orsola ma anche Ausl e l’Istituto ortopedico Rizzoli, e siamo determinati a chiedere con forza alla CTSSM di farsi garante, attraverso un accordo specifico da  sottoscrivere già a partire dalle prossime settimane, che tutto il processo di riorganizzazione sia oggetto di confronto con il sindacato confederale e di categoria e che, soprattutto i posti letto che nel frattempo potrebbero essere anche ridistribuiti alle aziende sanitarie private accreditate con il SSN, saranno poi successivamente recuperati attraverso un percorso che veda da un lato un forte impegno della Regione ad utilizzare sia risorse (per altro già stanziate) per il riadeguamento ed il recupero delle strutture già a suo tempo individuate ma anche  orientate a varare  un vero e proprio piano di edilizia ospedaliera utilizzando le risorse stanziate dal decreto legge Rilancio, dall’altro, nell’immediato, dopo un’attento monitoraggio di tutti i siti ospedalieri, prevedere la distribuzione dei posti letto negli ospedali del territorio in grado di accoglierli garantendo ovviamente gli standard di sicurezza previsti.

E’ del tutto evidente, che un piano così strutturato, resosi indispensabile alla luce del momento particolare, deve prevedere il supporto di adeguate risorse umane, congrue sul piano numerico ed adeguatamente formate in modo da garantire i medesimi standard  qualitativi che, ad oggi, in piena  emergenza il servizio sanitario pubblico con il contributo della sanità accreditata è riuscito a mantenere.

Il ruolo della sanità pubblica nella nostra Regione, lo hanno dimostrati i fatti in questi lunghissimi mesi di crisi, è stato determinante e crediamo che sia compito delle Istituzioni Locali garantire che lo stesso non venga minimamente messo in discussione ma venga invece rilanciato alla luce anche delle criticità che, comunque ci sono state.

CGIL BO / FP CGIL

CISL AREA METROPOLITANA BOLOGNESE / CISL FP

UIL ER e BO /UIL FPL ER e BO