Dopo la cosiddetta fase 2, avviata con il DPCM del 4 maggio scorso, la situazione sul territorio bolognese assume caratteristiche che alimentano una spirale recessiva dell’economia con ricadute sull’insieme delle attività e del tessuto produttivo. Per questo, come CGIL pensiamo che la contrattazione debba puntare a salvaguardare i posti di lavoro, la tenuta occupazionale complessiva.

Sintesi situazione per settori merceologici:

– Commercio 28.000 lavoratori collocati negli ammortizzatori sociali con il settore del Turismo e della Ristorazione/Bar praticamente fermi.

– Nel settore metalmeccanico le aziende stanno gradualmente riprendendo, si stima comunque una riduzione di circa il 40% della normale capacità produttiva e un coinvolgimento di circa 40000 lavoratori.

– Il settore edile, dei circa 7000 lavoratori del comporto il 90% era fermo dal 16 marzo scorso, la ripresa è graduale siamo attorno al 30%, la ragione del rallentamento deriva  dalla difficoltà di operare in sicurezza e nell’applicazione dei Protocolli previsti e concordati a livello nazionale. Probabile ripresa al 100% verso la fine di maggio.

– Sui servizi alle persone e sul comparto socio assistenziale  ci sono 5000 lavoratori collocati nel Fondo Integrativo di sostegno al reddito, in attesa di capire cosa succederà sulle attività dei Centri estivi e soprattutto sui servizi ai disabili dove di fatto è tutto fermo.

– Nel settore Tessile la punta della Cassa Integrazione ha raggiunto i 10.000 lavoratori , di fatto il settore è fermo è saltata la stagione e si sta tentando di riprendere lentamente con la prototipia, pesa l’incertezza di apertura dei negozi non arrivano ordini dal mercato.

– Il settore Chimico, della Gomma e della Plastica, settori importanti nel nostro territorio, si è ripresa l’attività a ritmo ridotto, sono state mediamente soltanto due le settimane di fermata totale.

– Cultura, sport e spettacoli ancora tutto fermo difficile una stima numerica in quanto sono molto diffusi i contratti atipici e le collaborazioni a vario titolo.

– Nell’artigianato sono 13838 i lavoratori interessati al sostegno al reddito tramite il fondo EBER la ripresa sta riducendo l’uso dell’ammortizzatore, soprattutto nei settori legati all’industria, mentre restano fermi il tessile le parrucchiere e i servizi alla persona.

All’interno di questo quadro generale, si è sviluppato il confronto al Tavolo Metropolitano su come meglio applicare i Protocolli di Salute e Sicurezza richiamati nell’ultimo DPCM del Governo.

E’ stato un lavoro suddiviso per settori, filiere e siti produttivi con grande attenzione alle piccole imprese e agli appalti.

La manifattura e l’industria hanno definito una lista di casistiche per garantire tutti gli interventi necessari a seconda delle situazioni che si dovessero riscontrare nei luoghi di lavoro.

Nel corso della settimana, saranno scandagliati i settori di attività dei servizi alla persona, del socio sanitario, della scuola e dell’agroindustria.

Sulla Mobilità e l’utilizzo del Trasporto Pubblico resta aperto il confronto, difficile trovare un equilibrio tra modificazione degli orari per garantire la distanza fisica nei luoghi di lavoro e uso del mezzo pubblico. Purtroppo ciò sta portando ad un uso elevato del mezzo privato, occorre tentare soluzioni che consentono di pianificare meglio il servizio pubblico all’andamento produttivo futuro.

Il lavoro di completamento del Tavolo Metropolitano sarà propedeutico per garantire un maggiore controllo sul territorio, grazie al contributo e alle competenze dell’ASL, dell’Inail e della Direzione Territoriale del lavoro, visto anche la partecipazione e l’impegno di tutte le forze economiche presenti al tavolo.

Sicuramente è presto per dare un giudizio, vediamo come andrà la curva del contagio nei prossimi giorni, però possiamo dire che abbiamo cercato di mettere le basi per un lavoro comune a garanzia della salute di chi è chiamato al lavoro, dai servizi essenziali che hanno garantito il funzionamento del sistema durante l’emergenza, sanità, grande distribuzione, poste, banche attività di supporto sanitarie e socio sanitarie, addetti alle pulizie, approvvigionamento merci, logistica, trasporto pubblico locale e attività industriali necessarie, fino alla ripresa delle ultime settimane.

La sfida è questa e dobbiamo vincerla, il ritorno alla normalità richiederà tempo.

Ognuno deve fare fino in fondo la propria parte, a partire dall’Europa con gli aiuti finanziari necessari, il Governo che deve garantire e velocizzare l’applicazione del Cura Italia e soprattutto avviare il confronto nazionale sui temi dello Sviluppo futuro con CGIL, CISL e UIL.

Su questi aspetti possiamo dare un contributo importante come città metropolitana e soprattutto con il tavolo regionale che affronterà il merito di un nuovo Patto per il Lavoro.

Grande attenzione dobbiamo rivolgere al sociale, alle nuove e vecchie povertà, consolidare e rafforzare un sistema sanitario per renderlo sempre più eccellente e in grado di fronteggiare situazioni di emergenza, superare le situazioni di difficoltà emerse con il Coronavirus nel settore socio sanitario e di cura agli anziani.

Rilancio della scuola e della sua universalità, il diritto allo studio per tutti non è uno slogan, deve essere un impegno concreto, per una comunità che guarda al futuro e va rafforzata la ricerca, a partire da prodotti ecocompatibili e la formazione continua, per meglio cogliere le potenzialità digitali e tecnologiche anche del lavoro a distanza, costruendo nuove pagine contrattuali sui diritti alla persona e sulla tenuta democratica del sistema.

Il mercato va regolamentato tocca al pubblico e alla politica costruire le condizioni ascoltando e recependo le proposte delle parti sociali da tempo avanzate.

Maurizio Lunghi

Segretario CGIL di Bologna