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Centri estivi a Bologna, nota delle sigle del pubblico impiego

Apprezziamo la decisione del Comune di Bologna  di dare una risposta alle famiglie e ai lavoratori tutti  alle prese con una nuova dimensione di cura e assistenza dei figli in età scolare e disabili. Tuttavia stigmatizziamo ancora una volta la decisione della AC di dare tali annunci a mezzo stampa nonostante le nostre insistenti richieste formalizzate di convocazione  sulla più comunemente denominata Fase2 .Le nostre Confederazione unitamente alla Categorie hanno richiesto un confronto,, necessario alla sottoscrizione di protocolli e accordi affinché siano garantite le tutele retributive alle lavoratrici e ai lavoratori e in particolare  del terzo settore, attualmente in FIS  sottoposti a problemi di ordine economico non indifferente.Rimangono però tutta una serie di punti interrogativi quali ad esempio, le fasce di  età che verranno coperte dai centri estivi Non ci sfugge come questa offerta possa tagliare fuori le famiglie che hanno bambini in fasce d’età dagli 0 ai 6 anni, per i quali è più complesso mettere in atto misure di sicurezza in linea con le attuali indicazioni normative, ma che sono anche i più colpiti -dal punto di vista educativo e sociale- dal lockdown.Quali misure di sicurezza possono essere attuate in presenza di un provvedimento legislativo  che continua a ribadire la necessità di mantenere il distanziamento di almeno un metro e conferma la chiusura dei servizi scolastici e all’infanzia? Attendiamo una convocazione dal Comune perché queste proposte vengano  concretizzate in indicazioni precise,dopo un confronto con  la medicina del lavoro e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS).Lo stesso andrà fatto anche per i dipendenti delle cooperative e del terzo settore coinvolti: sono necessari protocolli precisi che mettano in sicurezza lavoratori e utenza, evitando quindi che le proposte del Comune rimangano sulla carta  
FpCgil Ghini-Raffelli
CislFp Ponzuoli
UilFpl Costa