Lunedì 23 marzo, nella tarda serata, il Ministro dell’Istruzione ha emanato l’Ordinanza sulla mobilità fissando i termini per l’inoltro delle domande per il personale docente dal 28 marzo al 21 aprile; per il personale educativo dal 4 al 28 maggio e per il personale ATA dal 1 al 27 aprile.

L’Ordinanza, dunque, fissa dei termini coincidenti con la grave emergenza sanitaria e nel momento in cui si impongono, giustamente, misure di massima limitazione degli spostamenti e si chiudono le attività produttive. Serve ricordare che più dell’80% dei docenti e del personale ATA, per la complessità e la delicatezza della compilazione e della gestione della documentazione da allegare alla domanda, si rivolge alle OO. SS. territoriali e che la gestione e la valutazione delle domande comporta un lavoro altrettanto complesso e delicato da parte delle segreterie e degli Uffici Scolastici Territoriali.

Data la fase straordinaria nella quale tutto il nostro Paese si trova, non sarebbe possibile e neppure responsabile da parte delle OO.SS. territoriali offrire una consulenza in presenza, per la salvaguardia della salute dei propri operatori e dei propri iscritti. E questo anche perchè la complessità della domanda è tale che in remoto non tutte le domande potranno essere prodotte, e le altre vedranno aumentare tantissimo questa complessità.

Inoltre, non tutti/e le lavoratrici e i lavoratori hanno a disposizione tutte le attrezzature tecnologiche (device e connettività) che sarebbero necessarie per “remotizzare” questa attività. Infine, le operatrici e gli operatori delle OO.SS territoriali che da anni aiutano lavoratrici e lavoratori nella compilazione sanno che dovrebbero assumere responsabilità e rischi di una consulenza in remoto (telefoniche e/o on-line) molto grande, nel cercare di rispettare le norme sul trattamento dei dati personali declinate dalle normative sulla privacy.

Il problema è serio.

Visto che il Ministero dell’Istruzione fa sapere che “ci sarà il massimo impegno per supportare i dipendenti coinvolti”, chiediamo al Ministro di non si trincerarsi dietro ad affermazioni quali “si lavora a sistemi di aiuto per la compilazione delle domande” che andranno “dall’attivazione di help desk su base regionale a una guida con le istruzioni dettagliate”.

Questo non basterà ad “aiutare chi dovesse incontrare difficoltà” in quanto proprio perché “si tratta di una mobilità ordinaria, di una procedura che si verifica tutti gli anni” e “sono procedure note” le lavoratrici e i lavoratori sanno come funzionano e a cosa vanno incontro.

E se il Ministro tiene veramente alle “aspettative e ai diritti di quanti vogliono chiedere il cambio di sede” per non danneggiare “tutto il personale” riapra subito il dialogo con le OO.SS. che, come ben sa, hanno prospettato soluzioni tali da rendere fattibili da remoto tali domande.

 FLC CGIL, Cisl FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda UNAMS Bologna