Le misure per il contenimento del coronavirus hanno determinato “una disparita’ di trattamento” tra i dipendenti della biblioteca comunale Sala borsa, nel centro di Bologna. A sollevare il caso e’ la Cgil, con una nota diffusa dalle sigle di categoria Fp e Filcams.
Ieri il sindaco Virginio Merola ha sottolineato che l’ordinanza da cui derivano le prescrizioni di questi giorni “e’ un provvedimento di carattere precauzionale teso ad affrontare l’emergenza inedita, affermando ancora che Bologna non si ferma”, ricorda il sindacato. “L’ordinanza ha previsto la chiusura delle scuole, dei musei ma non anche delle biblioteche”, scrivono Fp e Filcams: in questo contesto, per quanto riguarda Sala borsa, l’amministrazione “ha scelto di mantenere l’apertura ai prestiti dei libri con il solo personale dipendente dalle cooperative aggiudicatarie dell’appalto, dispensando i dipendenti comunali della stessa biblioteca da servizi aventi ad oggetto il rapporto con il pubblico”. Questo ha determinato “una disparita’ di trattamento tra dipendenti e di misure precauzionali- continua la nota- in ragione del fatto che per effetto della chiusura di alcune sale della biblioteca, alcuni lavoratori della coop in appalto sono stati sollevati dal servizio”. Questa scelta “non ci piace e auspichiamo in un ripensamento da parte dell’amministrazione”, mandano a dire Fp e Filcams, chiedendo “che siano mantenuti tutti i servizi della biblioteca Sala borsa in attesa di specifiche direttive che tengano in considerazione gli operatori presenti, nessuno escluso”.