Libertà per Patrick George Zaki e verità per Giulio Regeni

Dall’8 febbraio scorso Patrick George Zaki, giovane ricercatore presso l’Università di Bologna e attivista per i diritti umani è stato arrestato in occasione del suo rientro in Egitto per un periodo di vacanza. Patrick frequenta il Master internazionale dell’UNIBO in Studi di Genere e delle Donne – Gemma – ed è, in particolare, impegnato sul versante dei diritti di genere e di espressione delle differenze sessuali.

Secondo le leggi egiziane la detenzione preventiva si può protrarre per 15 giorni ed è reiterabile, quindi potrebbe durare molto più a lungo.

A Patrick sarebbero state contestate le sue attività a favore dei diritti umani e, come affermano i suoi avvocati, le imputazioni riguarderebbero “la diffusione di false notizie che disturbano l’ordine sociale”, “incitamento a protestare per minare l’autorità dello Stato”, “incitamento alla destituzione del Governo” e lui sarebbe già stato sottoposto a torture e “picchiato, sottoposto a scosse elettriche e minacciato” nel corso degli interrogatori.

Le accuse si legano alla sua collaborazione con l’associazione egiziana “Iniziativa egiziana per i diritti delle persone (EIPR). In realtà appaiono messe sotto accusa le legittime attività di informazione, di denuncia, commento, critica e che mostrano il lato oscuro di quel potere che già abbiamo avuto modo di vedere nel caso di Giulio Regeni.

Già il giorno dell’arresto di Patrick, la CGIL di Bologna è scesa in piazza con tutta la città, con l’Università di Bologna, con le Istituzioni, con Amnesty International e le altre organizzazioni che si sono prontamente mobilitate.

Oggi, l’Assemblea Generale della Cgil di Bologna nel riaffermare la necessità che i rapporti politici ed economici esistenti nei confronti dell’Egitto a livello nazionale e locale non prescindano dalla richiesta stringente di un pieno rispetto in quel Paese dei Diritti Umani Universali e fa proprie sia la richiesta avanzata dal Rettore dell’Università di Bologna Francesco Ubertini e la posizione espressa dal Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli che ha richiamato l’Unione Europea a svolgere un ruolo attivo nella vicenda.

Sono posizioni volte ad allargare il fronte democratico a sostegno della liberazione di Patrick e invita l’Assemblea Generale a divulgare questo ordine del giorno e a sottoscrivere l’appello di Amnesty International per il rispetto dei Diritti Umani Universali e affinchè Patrick George Zaki possa ritornare sano e salvo qui a Bologna per proseguire i suoi studi e perseguire la sua personale libertà.

Intendiamo ricordare che anche il caso di Giulio Regeni aspetta di essere chiarito e risolto per le responsabilità da individuare e per la giustizia da rendere a Giulio e alla sua famiglia.

Pertanto l’Assemblea Generale della CGIL di Bologna chiede l’immediata liberazione di Patrick George Zaki e verità sui mandanti, gli esecutori e i depistaggio relativi all’omicidio di Giulio Regeni.

L’ Assemblea Generale della CGIL di Bologna chiede alla Presidenza di trasmettere il presente ordine del giorno alla Segreteria nazionale della CGIL e alla Presidenza della Assemblea Generale della CGIL chiedendo che ne assumano i contenuti e si adoperino direttamente per riportare, nell’ambito dell’interlocuzione con il Governo Italiano queste richieste e, laddove le stesse venissero, per l’ennesima volta disattese dalle autorità egiziane, richiedano al Governo Italiano il richiamo formale dell’Ambasciatore e l’inserimento dell’Egitto nella lista dei Paesi non sicuri, come a più riprese chiesto dalla famiglia Regeni.

Bologna, 13 febbraio 2020