L’11 dicembre scorso scrivevamo alla stampa per portare all’attenzione dell’opinione pubblica della grave situazione in cui versavano le lavoratrici e i lavoratori occupati nell’appalto per il servizio delle pulizie delle sedi Agenzia delle Entrate di Bologna, gestito dal Consorzio Manital per mezzo della consorziata La Veneta Servizi.

Riportavamo il fatto che, a causa dei dissesti finanziari del consorzio, dal mese di aprile 2019 La Veneta Servizi non riceveva alcun pagamento per la gestione dell’appalto citato e tale situazione aveva causato – oltre a numerosi ritardi e rateizzazione delle passate mensilità – la mancata liquidazione della tredicesima e la grande paura dei lavoratori per le sorti degli stipendi a venire.

Purtroppo nonostante i numerosi tentativi di confronto, lo sciopero nazionale e il presidio al MISE di Roma del 26 luglio e le due giornate di sciopero del 12-13 dicembre proclamate in tutta la regione Emilia e Romagna, dobbiamo oggi registrare il mancato pagamento anche della mensilità di dicembre 2019.

La Veneta Servizi, confermando il proprio impegno nel tentare di far fronte al pagamento delle retribuzioni dei propri dipendenti anche mediante l’utilizzo di risorse proprie, si trova oggi in grande sofferenza e ci comunica la propria difficoltà persino nel continuare a garantire il servizio.

Nel frattempo il Consorzio Manital, affidatario di numerosi appalti soprattutto pubblici in tutta Italia, e la azienda c.d. “capofila” Manital Idea si avviano ad affrontare il 31 gennaio prossimo la procedura concorsuale incardinata nel Tribunale di Torino.

In mezzo a questa situazione si trovano le lavoratrici e i lavoratori addetti alle pulizie dell’Agenzia delle Entrate di Bologna – che si ricorda lavorano di media 15 ore alla settimana per (non) percepire un salario di circa 500,00 euro mensili – che come migliaia di loro colleghe e colleghi sparsi in tutta la penisola orgogliosamente ogni mattina di ogni giorno si recano a lavoro sapendo che anche nei prossimi mesi non arriverà lo stipendio.

La mente è sempre fissa sul mutuo o sull’affitto da pagare, sulle bollette, sulla spesa, sui figli e addirittura sul rinnovo dell’abbonamento mensile dell’autobus utilizzato per andare a lavoro, un lavoro onesto e dignitoso per il quale non si verrà retribuiti.

In questi mesi abbiamo espresso più e più volte la nostra preoccupazione, abbiamo chiesto garanzie finanziarie a difesa del sacrosanto diritto a ricevere il proprio salario, questa volta torniamo a rivolgerci all’opinione pubblica, alle istituzioni cittadine e alla Committenza Agenzia delle Entrate per chiedere una volta per tutte di porre fine a questa pessima vicenda, FUORI IL CONSORZIO MANITAL DALL’APPALTO IL PIU’ PRESTO POSSIBILE!

Affinché la crisi nata e consumata da scelte imprenditoriali errate non sia pagata con un singolo soldo delle lavoratrici e dei lavoratori, ci impegneremo fino a quando non vedremo riconosciuto il diritto al lavoro, alla retribuzione, alla serenità.

Chi lavora deve essere pagato!

Filcams – Cgil Bologna