Il 18 dicembre 2019 è stato sottoscritto dalla Filcams Cgil e dalle Rappresentanze sindacali
Aziendali l’ipotesi di accordo per il Rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale per i
dipendenti del Sistema CNA Bologna, il sistema di aziende che rappresentano il mondo
degli artigiani di Bologna e provincia.
Il contratto riguarda circa 500 lavoratori, suddivisi in diverse società e decine di sedi
sparse per la provincia. L’ipotesi di accordo è stata sottoposta al voto dei lavoratori nelle
assemblee del 19 febbraio, che hanno visto la proposta approvata a larghissima
maggioranza (un solo astenuto).
L’accordo viene dopo oltre 12 anni dal precedente contratto integrativo e a monte di una
lunga fase travagliata, caratterizzata dalla disdetta del contratto collettivo nazionale, da tre
procedure di licenziamento collettivo e altrettanti accordi di crisi a salvaguardia
dell’occupazione.
In particolare l’accordo sancisce la permanenza della CNA all’interno del Contratto
collettivo del Terziario distribuzione e Servizi, abbandonando l’idea che la “competitività
sul mercato” sia possibile solo tagliando il costo del lavoro e, quindi, scegliendo un
contratto collettivo con diritti e salari inferiori, mantra che aveva accompagnato le relazioni
sindacali degli ultimi anni.
All’interno dell’accordo si conferma, anche, il salario fisso aziendale (dai 100€ ai 150€ al
mese, a seconda del livello, per 14 mensilità) estesa a tutti i dipendenti, anche neoassunti,
abbandonando anche su questo tema l’idea di dividere i lavoratori fra vecchi e nuovi,
garantendo i primi e scaricando il costo del rinnovo contrattuale sugli assunti del futuro.
Tale impostazione si conferma anche attraverso la scelta di riconoscere a tutti i lavoratori
la tutela contro i licenziamenti collettivi, ossia l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, in
deroga alle modifiche apportate dal Jobs Act, nonché considerando il sistema come
un’azienda unica per garantire a tutti i dipendenti uguali diritti, a prescindere dalle
dimensioni dell’azienda in cui si è assunti.
Oltre alla confera di importanti normative, come quella in tema di malattia che sancisce il
diritto alla conservazione del posto di lavoro fino a guarigione clinica (il Ccnl prevedrebbe
180 giorni nell’anno) e il pagamento al 100% della stessa, l’accordo prevede importanti
innovazioni in tema di conciliazione fra vita e lavoro, articolati in diverse previsioni: orario
di lavoro flessibile in entrata ed uscita, con fino ad un’ora di flessibilità giornaliera; banca
ore solidale per lavoratori in difficoltà, o per esigenze di cura (malattia, inserimento figli al
nido, vittime di violenza di genere); part-time post maternità; permessi e congedi
straordinari a sostegno delle pari opportunità e delle situazioni familiari di difficoltà;
congedo parentale ad ore; l’aumento dei permessi legati al diritto allo studio.
Sotto il capitolo conciliazione vita-lavoro, ma anche con uno sguardo alle esigenze di tutela
dell’ambiente, è stato sottoscritto, inoltre, quale parte integrante del CIA, un protocollo
per l’attuazione dello Smart working. Questo strumento rappresenta un cambio del
paradigma culturale nel governo aziendale che determina l’abbandono definitivo della
“cultura del controllo”. Il protocollo, che verrà attuato in via sperimentale nel corso del
2020, stabilisce che lo Smart working è potenzialmente rivolto a tutti i lavoratori che
potranno svolgere, inizialmente per un giorno alla settimana, la prestazione lavorativa
ovunque (quindi non solo dal proprio domicilio). L’accordo si snoda su principi contrattati
con l’azienda quali la volontarietà, la formazione in materia di salute e sicurezza, il diritto
alla disconnessione da tutti i dispositivi tecnologici alla fine della prestazione lavorativa.
Attraverso tale accordo viene, inoltre, rafforzata la tutela dei lavoratori di fronte ai pericoli
connessi all’utilizzo delle nuove tecnologie e delle modifiche legislative introdotte dal Jobs
Act: il testo stabilisce infatti che i dati raccolti attraverso i dispositivi elettronici (pc,
cellulari, ecc) non potranno essere oggetto di controllo a distanza dei lavoratori ed essere
utilizzati ai fini disciplinari, in deroga a quanto previsto dal Jobs Act che aveva modificato
le previsioni dello Statuto dei lavoratori.
Viene introdotta, infine, una norma in tema di parità sostanziale, tanto più importante
perché inserita nel contratto integrativo di un’associazione datoriale come la CNA. Nel
testo, infatti, si prevede che ove norme di legge o contratto indichino l’appartenenza di
genere (a titolo esemplificativo padre, madre, lavoratrice, lavoratore) per il godimento di
istituti, tale diritto si estende a prescindere dal genere; l’accordo prevede, infine,
l’estensione alle coppie di fatto e unioni civili, anche fra persone dello stesso sesso,
dell’applicazione delle norme a tutela della genitorialità, del diritto all’assistenza e alla
fruizione di permessi o congedi.
Il nuovo Contratto integrativo, che avrà validità fino al 31/12/2022, nonchè l’altissima
adesione dei lavoratori, inserisce sostanziali sperimentazioni, dimostrando come dalla crisi
si possa uscire con una buona contrattazione, senza dividere i lavoratori o tagliare diritti e
salario.

Per la Filcams Cgil Bologna
Stefano Biosa