Se le migliaia di persone con permesso umanitario non finiranno per strada il 31/12/2019 e
il Ministero ha finalmente deciso, con una circolare, di prorogare l’attuale sistema lo si deve
in gran parte a Bologna, al Comune e ai sindacati confederali e di base che, con il tavolo
metropolitano costituito all’indomani dello sciagurato decreto Salvini, hanno insistentemente
lavorato insieme per chiederne il superamento ma anche, come è nella nostra tradizione e in
attesa delle condizioni politiche per la sua radicale cancellazione, per non demolire il sistema e
salvando parecchie decine di posti di lavoro. Non abbiamo cambiato idea, con la campagna “io
accolgo ” che vede la CGIL in campo tra i principali protagonisti della raccolta firme, le nostre
posizione sono chiare e nette: bisogna rapidamente abrogare il decreto Salvini ma anche la
Bossi Fini, siamo per lo jus soli senza se’ e senza ma, crediamo che i migranti non siano un
problema ma una risorsa se equamente distribuiti e se l’italia decidesse di investire seriamente
nell’integrazione e nell’accoglienza. Ma in attesa che cambi in vento, abbiamo bisogno di
salvaguardare più possibile il sistema, per la tutela dei migranti e anche per la salvaguardia di chi
in quel sistema ci lavora con grande professionalità e convinzione. Giovani che hanno studiato e
spesso scelto di lavorare nel sociale in un paese che spesso li costringe ad andare all’estero per
trovare un’occupazione dignitosa e che, a torto, continua a considerare il welfare una spesa e non
una importante leva occupazionale su cui investire. Abbiamo contribuito al tavolo metropolitano
per andare in questa direzione trovando nei due assessori sempre presenti, Barigazzi e
Lombardo, due seri interlocutori che hanno condiviso il nostro pensiero e si sono fatti garanti del
necessario percorso con il Ministero per arrivare a questa soluzione visti i tempi brevissimi nei
quali si poteva agire.
È un boccata di ossigeno, che sposta e non cancella in problema, ma necessaria per aprire
una nuova fase. La CGIL intende da gennaio, a partire da questo territorio, costruire una
mobilitazione che porti le attuali forze di governo inspiegabilmente divise e immobili su questi
temi (anche tra quelli che dichiarano più a sinistra), all’abrogazione della legge. Su questi temi
non si scherza, non possono esserci troppe mediazioni perché è in gioco la vita delle persone
che abbandonano i loro paesi per i motivi più svariati, ma anche la tenuta democratica del nostro
paese e l’attuazione della nostra Costituzione.
Bologna 22 dicembre 2019
CGIL BO / FP CGIL
Sovilla Raffaelli/Prandini