In data 20 Novembre 2019, Camst ha informato Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs circa le novità relative alla trattenuta pasto, ripristinata solo l’anno scorso, nonostante fosse un istituto contrattuale che l’azienda avrebbe potuto applicare da anni. Contrariamente pertanto all’informazione che Camst divulga attraverso video e comunicati, secondo la quale la trattenuta è stata introdotta con l’ultimo rinnovo del Contratto Nazionale, nel tentativo maldestro di trasferire una scelta TUTTA AZIENDALE sui Sindacati.
Infatti, quando alla fine del 2018 l’azienda decise di introdurre anche a Bologna la scelta di applicare la trattenuta pasto solo ai dipendenti Full Time abbiamo, attraverso un comunicato, chiarito che non si metteva in discussione la legittimità della norma presente nel contratto nazionale, ma che non si condividevano le modalità unilaterali, sopratutto perché l’istituto veniva applicato solo ad alcuni lavoratori, in nome di una presunta equità.
Inoltre avevamo evidenziato una serie di incoerenze, relative alla modalità della trattenuta (basata sulla presenza e non sulla consumazione del pasto), alla disomogeneità della garanzia del pasto completo in tutti i cantieri, all’incoerenza della presunta gratuità per i Part Time, molti dei quali per contratto non hanno il diritto alla pausa, all’assenza di un principio di proporzionalità, e al preavviso minimo concesso ai lavoratori per poter esprimere la rinuncia alla trattenuta, solitamente della durata di un anno, in questo caso ridotta a meno di un mese.
Infine, il percorso unilaterale e non partecipato scelto da Camst, aveva creato equivoci e incoerenze, in un’azienda cooperativa che per definizione dovrebbe fare della partecipazione un elemento strategico per il pieno conseguimento dei risultati.
Avevamo pertanto richiesto un incontro (il primo a livello nazionale ci risulta), nel quale avevamo ribadito le nostre forti perplessità, e proposto sia un percorso maggiormente condiviso, sia una soluzione alternativa, ovvero quella di adoperare una trattenuta, simbolica per il singolo lavoratore, ma consistente se proporzionata al numero complessivo di dipendenti in Italia, ovvero quella di 0,20 € per tutti.
I motivi della nostra proposta erano legati all’idea che tale cifra è a disposizione di tutti, e che conferiva all’idea di trattenuta pasto non quella di un contributo alle casse dell’azienda, quanto invece quella di una partecipazione all’esigenza di socialità, di stare insieme, di poter approfittare della pausa pranzo per conoscersi, discutere, confrontarsi. Siamo infatti affezionati all’idea che una parte importante dei processi di democrazia sindacale, che hanno portato diritti, salario e democrazia nel nostro Paese, siano nati proprio nelle mense.
Nonostante la nostra disponibilità al confronto, Camst decide di non relazionarsi con le Organizzazioni Sindacali, fino al 20 Novembre 2019 in cui ci informa di una nuova scelta unilaterale, che prevede, per l’anno 2020, una trattenuta proporzionale all’orario di lavoro (ordinario, non straordinario) del singolo lavoratore.
Non abbiamo ricevuto chiarimenti circa la “rendita” della nuova modalità, ovvero se con questa decisione Camst beneficerà di un maggior introito rispetto a quanto previsto dalla precedente scelta.
La motivazione a noi illustrata risiede, secondo Camst, nell’esigenza di seguire le indicazioni ricevute dai dipendenti, e nella valorizzazione del concetto di pasto e di cibo.
Noi siamo convinti che le lavoratrici e i lavoratori di Camst non abbiano bisogno di insegnamenti relativi all’importanza e alla delicatezza del lavoro che svolgono, né della importante funzione sociale che il loro operato comporta.
Siamo convinti che lo dimostrano tutti i giorni, lavorando al contatto col pubblico, e producendo pasti per ospedali, scuole, asili, e che pertanto non hanno bisogno di sborsare una manciata di centesimi per essere fieri e consapevoli di ciò che fanno!!!
Ed è per questo che la scelta di Camst, pur rappresentando una condizione di miglior favore rispetto a quanto previsto dal Contratto Nazionale, non ci convince ancora una volta, riuscendo in un sol colpo sia ad applicare (o disapplicare) parzialmente una norma già condivisa, sia probabilmente ad offendere chi, piuttosto che uno sconto, gradirebbe partecipare alle decisioni aziendali.
Siamo convinti che la generosità dei dipendenti di Camst non si misura nella disponibilità a contribuire con più o meno soldi alle casse dell’Impresa, piuttosto con la loro storica capacità di rendere grande questa Azienda, con le sue capacità di fare mercato e di promuovere i valori della democrazia partecipata.
In una parola, di fare Cooperazione.
Continueremo per tutto il 2020 a ribadire le nostre idee, frutto del confronto quotidiano con le lavoratrici ed i lavoratori, e vigileremo sulla corretta applicazione della norma.
Vi invitiamo pertanto a presentarci le vostre segnalazioni, attraverso i vostri delegati sindacali o contattando le Organizzazioni Sindacali.

Filcams Cgil
Vincenzo Mauriello
Liviana Giannotti

Fisascat Cisl
Sara Ciurlia
Antonello Giuliana

Uiltucs E.R.
Federica Maccono
Paola Saja