Chi parla di “invasione” di migranti dice il falso, mente sapendo di mentire per soli scopi elettorali ma la realtà è tutt’altra. La CGIL è stata, fin dal primo momento, contro i decreti Salvini e Salvini bis; su questo ha costruito a tutti i livelli presidi e mobilitazioni ed è, a livello nazionale e locale, nel comitato promotore della campagna “Io accolgo “. La campagna di raccolta firme per l’abrogazione dei decreti “sicurezza”, la reintroduzione del permesso umanitario, lo stop dei respingimenti in Libia e per l’accesso dei richiedenti asilo nel sistema di accoglienza integrato è stata rilanciata sotto le due Torri il 25 ottobre, e da allora nei banchetti Cgil abbiamo raccolto circa 500 firme.

E saranno ancora molti i banchetti per la raccolta firme nei quali saremo presenti: nei mercati, nelle fabbriche e nei servizi, occasioni in cui inviteremo tutte le persone a firmare. Perché il fenomeno migratorio dovrebbe essere considerato una questione inevitabile, e non un’emergenza, come viene rappresentata da troppo tempo. Se gestito come dovrebbe, si tratterebbe inoltre di un fenomeno utile per una società come la nostra che invecchia, e a bassa natalità da tantissimi anni.

Anche per questo siamo per la revisione della Bossi Fini, per una seria regolamentazione dei flussi che eviterebbe la morte di persone innocenti in mare, nonché per lo jus soli. Siamo per i diritti di tutte e tutti, per l’integrazione, e perché l’accoglienza diventi davvero anche una grande opportunità occupazionale come del resto l’intero sistema di welfare.

Sul tema accoglienza, sono appena usciti i bandi della Prefettura e per questo abbiamo unitariamente chiesto la riattivazione del tavolo metropolitano che, in questo territorio, si è costituito fin da subito per governare al meglio le conseguenze dei provvedimenti del precedente governo: qui la sensibilità delle Istituzioni c’è stata, continua ad esserci, ed ha permesso quasi sempre la concreta e positiva soluzione dei problemi conseguenti all’entrata in vigore dei decreti. Qui i bandi non sono stati costruiti a 18 euro giornalieri come l’ex ministro voleva. Certo non è pensabile smontare dal nostro territorio le norme che, non a caso, continuiamo ad avversare con la raccolta di firme sul territorio e nei luoghi di lavoro.

Ma a Bologna contrasteremo anche tutti coloro che, deformando la realtà e non riconoscendo il valore aggiunto del sistema di integrazione che si era costruito e si sta tentando di ricostruire (con l’utilizzo del fondo Fami per esempio) nel contesto normativo purtroppo mutato, vogliono consegnare la nostra Regione alla destra. Perché la CGIL non si piegherà mai al clima di odio e razzismo che si sta respirando nel nostro Paese da un po’ di tempo e sarà sempre in campo, concretamente, tutti i giorni, nel rapporto con le persone, per spiegare la verità dei fatti e costruire un modello di società nel quale la solidarietà sia uno dei valori fondanti.

Bologna, 4 novembre 2019

Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna

Centro lavoratori stranieri Cgil Bologna