Ogni giorno contro la violenza di genere fisica e verbale. La Cgil di Bologna in campo per il 25 novembre 2019

Dalle panchine dipinte di rosso, simbolicamente occupate dalle numerosissime donne vittime di violenza di genere, agli incontri e agli appuntamenti culturali a tema. Fino a ciò che, come organizzazione sindacale, ci impegna con maggiore costanza e impegno: la contrattazione nelle aziende contro la violenza e la discriminazione di genere, e gli accordi con le istituzioni per continuare a lavorare su un più profondo e duraturo mutamento della società, dalla lotta al linguaggio sessista alla parità salariale e di inquadramento fra donne e uomini. Sono tanti, anche nel 2019 e mentre drammaticamente non accennano a diminuire gli atti persecutori e di violenza contro le donne, gli appuntamenti, i documenti redatti e i momenti di riflessione organizzati dalla Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna, a livello di categorie sindacali come sul piano confederale, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza di genere che ogni anno ricorre il 25 novembre.

Quasi nove milioni, secondo gli ultimi dati Istat, le donne che nel corso della vita hanno subito molestie sessuali: da quelle verbali a quelle fisiche, a quelle sul web.
Molto diffusi i ricatti sessuali sul lavoro, anche se in larga misura sommersi. Uomini che chiedono prestazioni sessuali in cambio di un posto di lavoro o di un avanzamento di carriera, usando il potere e sfruttando la vulnerabilità di chi cerca un impiego o una promozione. Un milione e 173 mila le donne che hanno subito molestie o ricatti sul posto di lavoro durante la loro vita lavorativa, pari all’8,5% delle lavoratrici, nonostante l’obbligo da parte dei datori di lavoro di tutelare l’integrità fisica e morale delle/dei dipendenti. Ma solo lo 0,7% delle donne ha denunciato, per paura di perdere il lavoro e la vergogna di essere giudicate dalla società e dai familiari, per mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine, perché pensano che sia meglio trovare soluzioni individuali. In tante preferiscono lasciare il lavoro o rinunciare alla carriera. Per questo, come per i maltrattamento che molte donne sono costrette a subire anche a livello verbale, l’impegno della Cgil di Bologna non si arresta solo alla ricorrenza del 25 novembre, ma si dispiega in una serie di vertenze ed incontri che si prolungano lungo tutto l’arco dell’anno.

E proprio questo lavoro costante ha portato, nella giornata di ieri 21 novembre 2019, alla firma del Protocollo metropolitano sulla comunicazione di genere e sul linguaggio non discriminatorio che ha come slogan “Il linguaggio fa la differenza”. Il documento, promosso dalla Città Metropolitana di Bologna in collaborazione con l’Alma Mater, le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil), Corecom e l’Ordine dei giornalisti Emilia-Romagna, ha validità triennale. Le attività svolte al fine di garantirne l’attuazione e il rispetto saranno rendicontate annualmente.

Abbiamo scelto di proporre e di collaborare alle attività e al percorso che oggi hanno portato alla sigla del Protocollo partendo dall’importanza che la dimensione culturale riveste nel contrasto alla violenza di genere e per il ruolo di indirizzo che la Città metropolitana può svolgere, in questa direzione, innanzitutto verso i livelli istituzionali che coordina.

Altrettanto siamo convinte della rilevanza che nel simbolico collettivo può avere l’atteggiamento e la pratica quotidiana di una Istituzione pubblica importante come questa sia verso l’esterno che verso il suo interno in qualità di Ente pubblico.

Sulla pagina del sito relativa alle iniziative sulle politiche di genere, oltre al PROTOCOLLO  e al relativo comunicato stampa, alcune delle locandine e degli eventi che saranno organizzati a cavallo della Giornata contro la violenza dai vari livelli della nostra organizzazione.

Bologna, 22 novembre 2019

Per la Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna

Anna Salfi

Segreteria Cgil Bologna