Con una nota a firma della FP CGIL e del delegato RSU della azienda Fini di Zola Predosa, abbiamo chiesto conto del presunto utilizzo di personale afferente cooperative di facchinaggio, e quindi personale che da una parte non si vede applicato il CCNL di settore e dall’altra non ha alcun titolo per operare all’interno dei servizi ambientali che, per conto di Hera, la ditta Fini esegue nell’Area metropolitana di Bologna.
Tale nota ovviamente è stata mandata p.c. anche al committente, Hera spa.

Pochi giorni dopo l’invio della lettera, precisamente venerdì 12 luglio u.s., tutti i lavoratori dell’azienda Fini si sono trovati nelle rispettive cassette documenti, spazi utilizzati dall’azienda per le comunicazioni di servizio, un biglietto anonimo in cui si lasciava intendere che l’azienda avrebbe perso l’appalto con Hera, con conseguenti problemi di mantenimento del posto di lavoro, e che di questo occorreva “ringraziare” il delegato e il funzionario della FP CGIL che hanno firmato la lettera, indicandone le generalità ed i numeri di telefono cellulare , chiosando infine con “CGIL…..solita merda!!!”

Non ci facciamo certo intimidire da coloro che usano gli strumenti dell’offesa e della minaccia, rivendichiamo in toto il ruolo di rappresentare gli interessi della parte più debole del mondo del lavoro, e quella lettera, nella cui risposta l’azienda Fini ha negato aver fatto utilizzo di tale manodopera, si inserisce nel solco delle tante attività e del lavoro quotidiano volto a rendere il lavoro, e nello specifico quello degli appalti, più sicuro e tutelante per chi ci opera.

Stiamo valutando la possibilità di sporgere denuncia contro ignoti, ma vogliamo che tutti i lavoratori siano a conoscenza di questo episodio vigliacco e intimidatorio, affinché, a partire dai singoli luoghi di lavoro, sia mantenuto alto il livello di attenzione all’interno di un settore, quello del ciclo dei rifiuti, che da sempre è oggetto di interessi “altri”.

FP CGIL Bologna
Fausto Fava