La vicenda che ha visto recentemente coinvolta una lavoratrice (e componente RSU) del Comune di
Casalecchio a seguito della sua partecipazione alla manifestazione antifascista del 20 maggio a Bologna
contro il comizio di Forza Nuova ed alla successiva contestazione per un “danno di immagine” per l’ente
a causa delle modalità con cui la lavoratrice ha espresso la sua indignazione nei confronti delle forze
dell’ordine che presidiavano il comizio non può lasciare indifferente la nostra Organizzazione.
Ci risulta, peraltro, che nessun reato sia stato contestato alla lavoratrice e che non sia pervenuta alcuna
segnalazione in tal senso dalle stesse forze dell’ordine direttamente implicate nella dinamica degli eventi.
Sappiamo bene, avendo partecipato all’assemblea indetta il 9 luglio dalla RSU del Comune di
Casalecchio, che vi sono tra i lavoratori diverse ed articolati opinioni sullo specifico episodio, ma ci
sentiamo di affermare che TUTTI i presenti hanno unanimemente affermato l’inviolabilità del diritto di
ogni cittadino, ancorchè dipendente pubblico, di manifestare e di esprimere pubblicamente le proprie
opinioni al di fuori del posto di lavoro.
Per questo motivo, pur non aderendo al presidio convocato in occasione del dibattimento relativo al
procedimento in atto dall’Organizzazione Sindacale cui la lavoratrice aderisce, vogliamo con forza
ribadire che vanno modificate le norme che consentono interpretazioni troppo “larghe” dei vincoli e dei
limiti comportamentali del pubblico dipendente, soprattutto nel caso in cui non vi siano contestazioni e/o
addebiti da parte dell’autorità giudiziaria.
Così come affermiamo con altrettanta determinazione che è intollerabile l’ingerenza della politica nelle
attività di gestione della Pubblica Amministrazione, soprattutto quando è motivata dalla presunzione di
governare e controllare i lavoratori ed i loro orientamenti, politici e sindacali.
In tal senso abbiamo preso atto del comunicato del Sindaco di Casalecchio di Reno del 2 luglio scorso che
ha esplicitamente dichiarato che “come amministrazione non sono in alcun modo in discussione o
sanzionabili il diritto a manifestare le proprie idee o i valori antifascisti”, ma anche in questo caso siamo
di fronte ad una dichiarazione politica, in sé apprezzabile ma non esaustiva rispetto al procedimento
disciplinare avviato.
Chiediamo pertanto che da parte della struttura deputata alla gestione dei procedimenti disciplinari
prevalgano il buon senso e la misura, e ci associamo, condividendone appieno i contenuti, al comunicato
dell’ANPI di Casalecchio di Reno del 15 luglio scorso.

FP CGIL BOLOGNA CdLI-CGIL distretto di Casalecchio