Esistono tante forme di censura, quella che si nasconde dietro la neutralità di algoritmi fintamente neutri, di ritardi ed inefficienze burocratiche, di riconoscimenti solo di facciata del merito artistico, è la più subdola e pericolosa.
L’ERT, che gestisce fra gli altri l’Arena del Sole a Bologna, il Teatro Storchi a Modena ed il Bonci a Cesena, da un lato vede crescere i suoi riconoscimenti artistici che lo qualificano come primo Teatro Nazionale, dall’altro riduce inspiegabilmente di quasi 100mila € i finanziamenti attesi.

Il Ministro alla Cultura Bonisoli non si discosta dai comportamenti dei suoi predecessori, promette risorse certe in quantità e tempi di erogazione e programmate su base triennale, e poi a realtà riconosciute come artisticamente meritevoli impone tagli ingenti e continui. Per la seconda volta in due anni il Teatro Nazionale della nostra regione, l’ERT, subisce una incomprensibile riduzione dei finanziamenti FUS, come del resto da anni succede all’altra eccellenza della nostra regione, il Teatro Comunale di Bologna. Non si tratta solo di meccanismi di calcolo disfunzionali, ma del perpetuarsi di una opacità in cui si manifestano interferenza della politica sulla sfera culturale.
La CGIL difenderà anche in queste difficili situazioni, l’occupazione dei nostri centri di produzione culturale, la sua qualità e la sua indipendenza.

SLC CGIL Bologna
Antonio Rossa