Bologna 5 luglio 2019

Da tempo CGIL  e SUNIA sostengono che il tema delle politiche abitative assuma, nell’attuale contesto, una priorità diversa rispetto al passato.

Oggi, anche  nel nostro territorio, l’emergenza è evidente e deve trovare, in ambito locale ma anche in ambito nazionale, soluzioni diverse e innovative, nonché risorse adeguate. È finita l’epoca nella quale una percentuale consistente della popolazione poteva ambito all’acquisto della casa.

L’aumento del lavoro povero tra i giovani, l’abbassamento generalizzato delle retribuzioni ma anche delle pensioni, modelli di vita più flessibili rispetto al passato che prospettano una maggior mobilità nella vota delle persone, la destinazione di una parte consistente del patrimonio immobiliare a destinazione turistica, affitti sempre più alti soprattutto nelle città universitarie che erodono ben oltre il 50% dei salari, l’assenza di un fondo per l’affitto strutturato e con sufficienti risorse, ci costringono a ragionare con urgenza di come affrontare nel Paese e sul territrio una vera e propria emergenza abitativa.

A livello locale la nostra contrattazione ha fatto passi in avanti, provando a mettere tutto il patrimonio pubblico finalmente a disposizione di chi ne ha diritto, ma anche cominciando un ragionamento finalizzato a trovare soluzioni di “filiera abitativa”. Ma tutto ciò non basta.

A livello nazionale da tempo manca un ragionamento serio di sistema, che è mancato negli anni e con tutti i  governi che si sono succeduti.

Per questo ci preoccupano i recenti provvedimenti contenuto nel “Decreto Crescita” in materia di proroga dei contratti a canone concordato (che portano il rinnovo tacito  da tre anni a due) o il non aver ancora provveduto a mettere a regime l’aliquota della cedolare secca al 10% per i canoni concordati che scadrà il 31/12/2019.

Ci preoccupa il fatto che anche a Bologna stiano aumentando gli sfratti per finita locazione in un territorio dove trovare una casa è sempre più difficile e il fatto che la politica non prenda nemmeno in considerazione l’idea di ripristinare un adeguato fondo per l’affitto. A Bologna è stato  faticosamente ricostruito con risorse locali, ma non dispone certo di risorse sufficienti per i bisogni e le necessità che invece dovremo soddisfare.

CGIL BO / SUNIA BO

Sovilla / Rienzi