Grande preoccupazione per il futuro dei 23 lavoratori della Comet di Crespellano (Bo). Da martedì 18 giugno, i lavoratori sono fuori dall’azienda per l’esecuzione di una sentenza di sfratto relativa al capannone. La ditta si occupa di tornitura e  lavorazioni meccaniche, è stata fondata nel 1976 ed è parte della storia metalmeccanica della Val Samoggia. Convocato immediatamente il Tavolo di Salvaguardia presso la Città Metropolitana che ha analizzato la situazione già mercoledì 19 giugno. 

Le Istituzioni insieme alla Fiom-Cgil hanno sollecitato la proprietà a fare tutto il possibile per la riapertura immediata dell’azienda, e l’attivazione degli ammortizzatori sociali conservativi.


Il paradosso della situazione sta nel fatto che la Comet ha le competenze professionali, i macchinari e un buon portafoglio ordini, ma si rischia di disperdere tutto per una difficoltà finanziaria derivante anche da fallimenti di aziende clienti del recente passato.


Il Sindaco di Valsamoggia, insieme ai tecnici della Città  Metropolitana e alla Fiom di Bologna, stanno sollecitando tutti gli attori economici del territorio a valutare un intervento per riaprire immediatamente l’azienda e permettere la ripresa delle attività ai lavoratori.