Una cosa è sicura: per noi i lavoratori hanno tutti gli stessi diritti.
Se la struttura di via Mattei, che accoglie circa 200 miganti, ha bisogno di essere ristrutturata per motivi di sicurezza le persone accolte e i lavoratori vanno tutelati. Punto. 
Già apprendere dai giornali, direttamente dal Prefetto che, su indicazione del Ministero, la struttura verrà chiusa per un periodo indefinito fin dai prossimi giorni, le persone accolte trasferite, lo riteniamo un fatto gravissimo. I lavoratori che fine faranno? Gli interventi per mettere in sicurezza la struttura sono necessari e probabilmente dovuti ma consideriamo il metodo anomalo e preoccupante.
Possibile che nessuno abbia pensato a coloro che da anni garantiscono quotidianamente l’attività all’interno della struttura di via Mattei? Non è pensabile che gli interventi siano stati decisi in due giorni, vista la nota burocrazia che sta dietro a queste necessità.
Stiamo invece pensando che la strategia sia quella di smantellare in tutti i modi possibili tutto ciò che in questi anni si è orgogliosamente costruito sul territorio per l’accoglienza, l’integrazione e il rispetto dei diritti dei migranti. I bandi sono andati deserti, l’opposizione al decreto Salvini, al di là delle dichiarazioni del ministro, è nei fatti presente e la situazione, al di là della propaganda sta ponendo problemi non indifferenti.
Per quel che ci riguarda, se gli interventi di ristrutturazione sono necessari, la continuità reddituale di quei lavoratori deve essere garantita. In queste ore chiederemo un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti: Prefetto, Istituzioni, Centrali cooperative, cooperative coinvolte.

CGIL BO / FP BO
Sovilla Prandini