Si è concluso con un inaccettabile passo indietro l’incontro che si è tenuto oggi presso la sede della Città metropolitana tra le Organizzazioni sindacali e la direzione della GEA.

Si aggrava infatti il quadro di incertezza per lo stabilimento di Castel Maggiore in quanto, se anche il piano industriale presentato dalla Direzione il 26 febbraio dovesse essere approvato dalla casa madre, Gea dovrebbe comunque sviluppare il proprio rilancio passando attraverso l’utilizzo di ammortizzatori sociali e potenziali esuberi del personale.

Ad alimentare ancor più la preoccupazione dei lavoratori vi è un ulteriore dato di incertezza dovuto al fatto che qualora il piano industriale – il cui esame era previsto per il 24 giugno ma che, incomprensibilmente, è stato posticipato al 15 luglio – non dovesse essere approvato, GEA ha dichiarato di non saper cosa fare e quindi di non aver previsto nessuna alternativa.

Si tratta evidentemente di un quadro tanto fosco quanto surreale; parliamo infatti di una multinazionale quotata alla borsa di Francoforte e che nel mondo occupa più di 14mila dipendenti.

Un simile grado di approssimazione è intollerabile. Le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento della GEA pretendono il rispetto degli impegni presi.

C’è solo una discussione che accettiamo, ed è la salvaguardia del sito e dei lavoratori di Castel Maggiore.
Qualsiasi decisione di riorganizzazione/ristrutturazione presa dalla GEA non può e non deve riguardare i posti di lavoro a Castel Maggiore.
Le RSU e la Fiom si riservano di mettere in campo tutte le iniziative che si renderanno necessarie per tutelare i posti di lavoro e lo stabilimento di Castel Maggiore.

Bologna, 6/6/2019