Dichiarazione di volontà di mobilitazione e sciopero nonché richiesta di apertura della procedura di raffreddamento dei lavoratori del comparto dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Orsola-Malpighi” è ciò che è contenuto nella lettera, che le organizzazioni sindacali Fp Cgil Bologna e Cisl Fp Area metropolitana bolognese hanno inviato, oggi, al Prefetto di Bologna.

Fp Cgil e Cisl Fp si sono rivolte al Prefetto poiché sono tanti i temi che non hanno avuto soluzione nel corso delle trattative aziendali:

  • continuo ricorso a contratti di somministrazione lavoro per un totale di 85 presenza (27 infermieri e 58 OSS) e di contratti a tempo determinato su posto vacante, per profili professionali per i quali ci sono graduatorie vigenti, ledendo così il diritto all’assunzione a tempo indeterminato delle persone utilmente collocate in graduatoria e la continuità assistenziale a tutela della qualità dei servizi offerti al cittadino. Trattasi di un numero in incremento a fronte di soli 23 contratti presenti al 1/1/2018, al contrario di quanto richiesto dalla Regione i contratti di somministrazione sono aumentati;
  • inadeguata presenza notturna di personale OSS in Pronto Soccorso Generale e totale assenza in Pronto Soccorso Otorino anche nel turno mattutino (in Pronto Soccorso Generale al mattino e al pomeriggio sono presenti 6 OSS mentre la notte solo 2)
  • inadeguata presenza del personale Tecnico Sanitario di Radiologia Medica in Radiologia D’urgenza nei sabati e nelle giornate festive, con sovraccarico di lavoro degli operatori, riduzione della qualità delle prestazioni e diminuzione sicurezza personale/paziente (in Radiologia d’Urgenza sabato e festivi restano solo 3 tecnici);
  • mancata assunzione del personale tecnico sanitario dei diversi profili professionali (tecnici di laboratorio, fisioterapisti, audiometristi, ecc.);
  • variazione orario di lavoro del personale delle sale operatorie senza attivazione del confronto ai sensi dell’art 5 CCNL 16/18;
  • gestione della variazione sede di lavoro interna all’azienda senza rispetto dei criteri di trasparenza ed equità per tutti i dipendenti dell’azienda;
  • continuo diniego della mobilità in uscita dall’azienda o rilascio del nulla osta dopo 11 mesi nonostante la presenza di graduatorie utili alle assunzioni.

“L’ Azienda – dichiarano Fp Cgil e Cisl Fp – continua a predicare bene e razzolare male scaricando sulle spalle dei lavoratori il rendimento e la qualità dei servizi. A questa situazione bisogna dare uno stop a garanzia dei lavoratori e soprattutto dei cittadini”.

Bologna, 9 maggio 2019

Cisl Fp Carmela Lavinia Referente Comparto Sanità Pubblica

Caterina Saponaro segretaria aziendale
Fp Cgil Gaetano Alessi Componente segreteria provinciale

Rosa Fabbiano segretaria aziendale