Incerta è la sorte di 44 lavoratori/trici metalmeccanici coinvolti nel cambio appalto avente ad oggetto l’affidamento del servizio di gestione, manutenzione e verifiche delle apparecchiature biomedicali ed elettromedicali riguardanti le seguenti strutture sanitarie: IOR, ASL Bologna, AO Bologna, ASL Ferrara , AO Ferrara e ASL Imola. Trattasi di lavoratori/trici altamente professionalizzati che da anni si occupano delle manutenzioni delle apparecchiature biomedicali ed elettromedicali negli ospedali ed ASL del territorio bolognese e ferrarese.
L’azienda ADIRAMEF aggiudicataria dell’appalto ha formulato richieste di assunzione che sono state giudicate irricevibili dalla OO.SS e dalle Lavoratrici /tori. Non riconoscimento delle professionalità, decurtazioni economiche importanti (da 200 a 800 Euro mensili), non riconoscimento dell’anzianità aziendale, la sede di lavoro variabile su tutta la regione. Ciò è particolarmente grave, se si considera che la gara di appalto prevedeva la clausola sociale nei confronti delle maestranze, che l’azienda entrante intende bypassare nella pratica mettendo in condizione di non accettare le proposte di assunzione.
Nella fattispecie, l’azienda subentrante adduce tali decisioni ad un margine economico risicato sull’aggiudicazione dell’appalto, che potrebbe anche risultare vero se non fosse che il “massimo ribasso” lo ha definito nella sua offerta di aggiudicazione (- 15% della base d’asta). Ribasso che oggi viene chiesto di pagare ai lavoratori, sia quelli che oggi svolgono quelle attività almeno da dieci anni che si vedrebbero licenziati dalle aziende uscenti, in quanto impossibilitati a ricollocarli sul territorio, sia i potenziali nuovi “lavoratori” che chiaramente sarebbero assunti a condizioni economiche e normative non idonee alla professionalità richiesta.
Singolare che ADIRAMEF mentre non ritiene necessario trattenere i 44 lavoratori, non riesca a trovare personale specializzato per una eventuale sostituzione.
Inoltre, va considerata che la perdita di questi lavoratori inevitabilmente comporterà disguidi pesanti sulla normale attività dei servizi ospedalieri e delle ASL coinvolti con ripercussioni che ricadranno sui cittadini.
Nonostante ripetuti solleciti di richieste di incontro con l’azienda subentrante ad oggi non vi è nessun segnale vero di disponibilità ad avviare un confronto sindacale teso a definire le tutele, non solo economiche, per la continuità lavorativa dei lavoratori/trici provenienti dalle aziende uscenti.
La CGIL e la FIOM di Bologna ritengono grave quanto sta accadendo sopratutto se si è in presenza di clausole sociali che dovrebbero garantire dei posti di lavoro e in questo caso anche la continuità del servizio in un settore come quello della sanità e pertanto auspichiamo una rapida soluzione anche con il coinvolgimento dei committenti a partire da chi ha indetto la gara di appalto.

Bologna, 08 Aprile 2019
p. la FIOM CGIL
DEBORA CERVI
P. la CGIL BOLOGNA
CRISTINA PATTAROZZI