Di seguito l’articolo di Francesco Pascucci pubblicato da Piazza Grande, il giornale dei senza fissa dimora in vendita anche nella sede di via Marconi della Cgil di Bologna, sul tema casa con l’intervista a Sonia Sovilla (segreteria Cgil Bologna).

“Il tema della casa deve tornare al centro dell’agenda politica. È una questione potenzialmente esplosiva che va affrontata subito”. Non usa giri di parole Sonia Sovilla, segretaria della Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna. “Le problematiche legate alla questione abitativa sono fortemente correlate con i temi del lavoro e della sostenibilità ambientale. Oggi chi lavora lo fa in forma flessibile e precaria, ed è di fatto impossibilitato ad acquistare una casa o pagare un affitto di mercato. Questo è il grande elemento di novità. Le retribuzioni sono basse, i contratti a part-time obbligato. Tutta questa precarietà si traduce sostanzialmente in un desolante paradigma: tu la casa non te la potrai mai permettere. La politica non sta ragionando all’interno di questa prospettiva e non prende in considerazione un dato incontrovertibile: un aumento esponenziale di persone giovani e anziane che avrebbero bisogno di una nuova politica che renda accessibile la casa”. E poi c’è la questione ambientale. “Chiediamo con fermezza lo stop al consumo di suolo. L’intero parco edilizio è basta e avanza a soddisfare tutte le necessità della cittadinanza. Si metta a disposizione dei cittadini l’immenso patrimonio immobiliare pubblico di cui gode la città”. Inps, Inail, Poste, Inpdap, Azienda Ospedaliera e Ministeri, infatti, sono proprietari di interi edifici sfitti e vuoti da moltissimo tempo, dunque completamente fuori dalla gestione abitativa. “A Bologna non esiste una via dove non ci sia un palazzo intero disabitato da anni. Mi rendo conto che stiamo parlando di proprietà di enti dello Stato sui quali il Comune non ha potere. Bisognerebbe trovare però il modo di collaborare con il Governo. Purtroppo, è una soluzione che non è stata nemmeno presa in considerazione. Non abbiamo ancora visto un partito che ha tra le priorità lo sblocco di questa situazione”. Ma quali sono gli ostacoli a questa collaborazione? “Sostanzialmente, il disinteresse di chi dirige questi enti a utilizzare il patrimonio pubblico al servizio dei cittadini. Il dato è essenzialmente politico. Bologna, per quanto riguarda il tema dell’abitare, sta vivendo un momento drammatico e la politica non se ne sta rendendo conto”. “Inevitabilmente – conclude Sovilla- la società è attraversata da nuove dinamiche alle quali vanno trovate nuove soluzioni”.