Negli ultimi anni, il ricorso ai contratti di lavoro a tempo determinato nella scuola non si è affatto ridotto, nonostante ripetuti interventi legislativi in materia di reclutamento. Occorrono soluzioni che consentano da subito la stabilizzazione dei rapporti precari sia nell’area del personale docente che del personale ATA. Non è in gioco solo il diritto al lavoro di tante persone, è la stessa regolarità del servizio che rischia ogni anno di essere compromessa.

A settembre ci troveremo di fronte ad una vera emergenza, con migliaia di posti disponibili per la stabilizzazione che saranno invece ricoperti da personale con un contratto a tempo determinato perché le Gae sono quasi vuote e le graduatorie dei concorsi o non saranno pronte o avranno un numero così ridotto di docenti da essere ampiamente al di sotto del fabbisogno.

Quest’anno scolastico, dei 57322 posti di docenza messi a disposizione per l’immissione in ruolo, solo 25105 sono stati effettivamente ricoperti. Non c’erano candidati in numero sufficiente.

È mancata in questi anni una seria programmazione del reclutamento. Troppe e continue le modifiche al percorso per il reclutamento. Questo è il risultato.

A settembre 2019 la situazione sarà ancora più drammatica perché si aggiungeranno i posti lasciati liberi dal normale turn over e da Quota 100. A Bologna saranno 323 i posti lasciati liberi, in Emilia Romagna 1605, in Italia 21000.
E saranno le scuole, le segreterie scolastiche a doversi far carico della ricerca del personale. Un lavoro lungo e complesso che mal si coniuga con i tempi rapidi necessari per far iniziare l’anno scolastico.

Servono misure straordinarie adesso e una seria programmazione per il futuro, capace di intercettare i fabbisogni e di tracciare un percorso certo per chi volesse intraprendere la professione di docente.

Per questo domani, 12 marzo, in tutta l’Italia saremo a chiedere, tutti insieme, significativi investimenti per la valorizzazione delle professionalità e la stabilità del lavoro, condizioni necessarie per assicurare al Paese una scuola di qualità e per rivendicare, uniti, la salvaguardia del carattere unitario e nazionale del sistema scolastico, come risorsa posta a garanzia del pieno esercizio dei diritti di cittadinanza indicati nella Costituzione, contro i progetti di regionalizzazione del sistema di istruzione.

A Bologna il ritrovo per gli insegnanti del capoluogo e della provincia compreso l’Imolese sarà sotto l’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna, dalle 11,00 alle 13,00.