La storica emittente emiliana ha ricevuto una nuova tranche di contributi del Fondo ministeriale per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione (dopo averne incassati per milioni di Euro nell’arco di alcuni anni), ma i dipendenti e le loro famiglie restano con molte mensilità arretrate. Così non si può andare avanti. Servono controlli a tappeto sull’utilizzo dei fondi pubblici che – lo ricordiamo – sono finalizzati a sostenere l’occupazione nelle emittenti radiotelevisive locali. Dove finiscono queste provvidenze? Le società che utilizzo ne fanno? Chiediamo al Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri di intervenire perché si faccia chiarezza sulla strada che prendono le risorse pubbliche erogate alle emittenti che non pagano gli stipendi ai lavoratori.

Da quattro anni Telesanterno paga a singhiozzo, i dipendenti sono arrivati anche ad un arretrato di dodici mensilità in un quadro nemmeno omogeneo perché l’azienda continua ad agire in una logica inaccettabile di disparità di trattamento, con lavoratori più penalizzati di altri, cercando, senza riuscirci, di provocare divisioni. Oggi tecnici, amministrativi e giornalisti hanno deciso in assemblea di ricorrere, ancora una volta, allo sciopero ad oltranza per ottenere il pagamento degli stipendi arretrati. La proprietà ha perso ogni credibilità per le innumerevoli promesse mai mantenute, alcune delle quali sottoscritte anche ai tavoli istituzionali convocati dalla Regione Emilia-Romagna, a partire dagli impegni per il rilancio dell’emittente rimasti lettera morta.

Crediamo che l’informazione sia un diritto per il cittadino e che l’emittenza locale abbia ancora bisogno del sostegno pubblico per sopravvivere, ma è necessario garantire che le risorse ministeriali erogate per l’occupazione arrivino ai legittimi destinatari.-

Bologna, 24 gennaio 2019