Bologna, 8 gennaio 2019
CGIL di Bologna  e CISL area metropolitana ritengono paradossale che, tutti gli anni, a ridosso del periodo estivo e delle vacanze natalizie, ci sia ancora qualcuno che  denuncia pubblicamente la riduzione dei posti letto come causa dei disagi che i pazienti e i lavoratori vivono nelle strutture ospedaliere. 
Non capiamo se c’è qualcuno che, in una fase di populismo dilagante,  ha interesse a  strumentalizzare un argomento particolarmente delicato o se, invece, sono ancora molti coloro che non conoscono o non vogliono conoscere il processo di importante innovazione socio / sanitaria in atto sul nostro territorio. Sicuramente un problema esiste: il processo di cambiamento che noi confederali da tempo chiediamo e sosteniamo fa fatica a decollare, i tempi non sono quelli sperati e le resistenze sono ancora troppe. Ma la strada della territorialità, del lavoro da fare per realizzare una “filiera sanitaria” per cronici, soprattutto se soli e/o anziani, è stata tracciata. Come pure quella di estendere e qualificare la domiciliarità. Il sindacatato, unitariamente, nel 2018, ha presentato a tutti distretti specifiche piattaforme e sottoscritto accordi precisi che vanno, coraggiosamente, in questa direzione. Noi non cambiamo idea ma chiediamo, invece, una accelerazione di tali processi perchè siamo convinti che sia l’unica strada possibile per aumentare le risposte, qualificarle in una logica anche di controllo (non diminuzione) di spesa pubblica.
Come sempre i cambi culturali e di mentalità sono tutt’altro che facili da realizzare in un paese che, da sempre, non a caso, manca di riforme importanti e strutturali, ma noi non arretriamo di un millimetro e continuiamo, con determinazione, a denunciare la lentezza del decollo delle Case della Salute, la necessità di  aumentare i posto OSCO nelle varie strutture all’interno dei distretti (ancora non presenti a Bologna città), la diffusa ostilità dei medici di medicina generale a rendersi partecipi  e protagonisti di  un  processo di cambiamento che servirebbe pure a farli crescere professionalmente, la necessità di aumentare i fondi per la non autosufficienza a fronte di un cambio demografico in atto senza precedenti nella nostra storia che vede nell’aumento delle cronicità e della popolazione anziana le sfide dei prossimi anni.Acceleriamo tali processi, rendendoli più percepibili concretamente dalla popolazione, affrontiamo le resistenze e troviamo le giuste ed equilibrate soluzioni, ma, per il bene delle nostre comunità, non continuiamo a ragionare con argomentazioni superate facendo  a finta che la medicina e le sue necessità, siano oggi, quelle degli anni 90. E l’unico modo per rilanciare e riqualificare l’universalità del sistema pubblico e quindi universale.

Sovilla Sonia CGIL BOAlberto Schincaglia Cisl area metropolitana