La SLC Cgil ha ricordato oggi, 8 novembre2018, nell’audizione della Commissione Cultura del Comune di Bologna relativa al taglio ulteriore dei finanziamenti pubblici al Teatro Comunale, come, insieme con con le altre OO.SS del settore, abbia chiesto da sempre la programmazione triennale dell’erogazione del FUS come precondizione di un risanamento delle Fondazioni Liriche. Siamo invece all’assurdo che qui non c’è nemmeno la programmazione annuale, perché il dato di ripartizione arriva a fine anno, a spese ormai fatte.


E’ una cosa che abbiamo denunciato in continuazione, sino alla sfinimento, anche nelle numerose audizioni in questi anni davanti ai rappresentanti popolari sia del Comune sia della Regione. Abbiamo chiesto, già dal 2016 come OO.SS, a queste assemblee rappresentative territoriali un pronunciamento pubblico trasversale (a prescindere da opposizioni e maggioranze). Ma tutto è continuato come prima.

Crediamo che lo sforzo per risanare il Teatro sia stato fortissimo, rispondendo a tutte le richieste che venivano degli stakeholder istituzionali (proiezione del teatro nella città e su Piazza verdi, apertura e flessibilità a contaminazioni di genere e di spazi, collaborazioni e coproduzioni sul territorio ecc). Come fortissimo è stato l’impegno, professionale ed economico, dei lavoratori, rappresentato anche negli accordi sindacali che hanno accompagnato questa fase.


Ma abbiamo sempre detto che questi sforzi sarebbero stati passi nelle sabbie mobili, se non fosse stata garantita la cornice principale che è e rimarrà quella del finanziamento pubblico. Che non stiamo chiedendo di aumentare, anche se sarebbe una richiesta plausibile e razionale. Sarebbe sufficiente che smettesse di calare e ci fossero criteri non distruttivi di ripartizione. Di questo approfondiremo alla iniziativa del 12 novembre promossa da SLC CGIL al Centro Costa. Dalle 9:45 alle 14:00 nella Sala Centro Costa (via Azzo Gardino 44-48, Bologna) il Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione CGIL terrà un’iniziativa pubblica su:

– corretta applicazione dei Contratti di Lavoro nel settore spettacolo;
– necessità e contenuti dei Decreti Attuativi del Codice dello Spettacolo con particolare riferimento al rafforzamento delle tutele previdenziali e di strumenti di supporto al reddito nella discontinuità professionale.

Sono stati invitati tutti i parlamentari componenti le Commissioni Cultura di Camera e Senato, eletti nella regione Emilia-Romagna, per confrontarsi su queste tematiche con i lavoratori e gli operatori del settore.

All’iniziativa hanno dato la loro adesione anche gli Assessori con delega alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna, e nel corso della mattinata la presidente della Commissione cultura di Palazzo d’Accursio Federica Mazzoni interverrà per un saluto.

Nell’attesa di approfondire i temi all’iniziativa di lunedì, c’è da capire se la ragione di queste mancate azioni stia in una incapacità di visione o se di visione -negativa- ce ne sia troppa, perseguendo un disegno di precarizzazione delle Fondazioni, rinunciando a quel ruolo di eccellenza mondiale che ancora rivestiamo.

L’insistenza sulla quantità piuttosto che sulla qualità, l’impossibilità di assumere e rafforzare organici ormai sotto ogni limite, l’uso ed abuso di contratti a termine, le esternalizzazioni e la strumentalizzazione a tal fine di soggetti inconsapevoli come in passato è stato per la Filarmonica, lasciano intravedere questo esito disastroso per la nostra Città e per la Cultura in generale.
Al di là delle dietrologie noi dobbiamo prendere atto che l’impegno di tenere ferma la cornice su cui gli accordi sindacali e la pace sociale si basava, non è stato mantenuto a livello dei governi succedutesi nel tempo.


Noi siamo sindacato, e se i patti non sono rispettati, è inevitabile la ripresa di un lungo periodo di alta conflittualità per arrivare alle scelte di sistema necessarie. Diversi Teatri in Italia (Arena di verona; Regio di Torino) sono stati già occupati nelle ultime settimane; c’è stata una manifestazione sulla Cultura il 6 ottobre a Roma; c’è stato un presidio della CGIL sotto il Mibact il 5 novembre; c’è una proposta della SLC CGIL nazionale per uno sciopero generale di tutte le Fondazioni.

Antonio Rossa

Segreteria SLC-CGIL Bologna