Con la delibera del 9 ottobre 2018, fortemente voluta dal ministro dell’interno Matteo Salvini, si ordina il trasferimento dei migranti ospiti nello Spar di Riace e quindi la chiusura di tutti i progetti legati all’immigrazione portati avanti a Riace, in primis dal sindaco ma non solo. Tutti i migranti dovranno essere trasferiti entro 60 giorni. Viene perciò decretata per legge il trasferimento di quella che è diventata a tutti gli effetti una comunità di uomini e donne che hanno trovato un approdo sicuro in quei luoghi nonché la fine di uno dei migliori progetti di integrazione, riconosciuto addirittura a livello mondiale tra i più innovativi che, nei fatti, aveva fatto dell’accoglienza diffusa.

Non è pensabile distruggere un modello di serena convivenza tra culture ed etnie diverse, un’importante esperienza di accoglienza per persone che scappavano via da guerre, violenze e persecuzioni ed hanno trovato un luogo sicuro e nel contempo hanno permesso anche lo sviluppo di un territorio morente. Un’esperienza che ha peraltro suscitato anche l’interesse e apprezzamento oltre i nostri confini.

Un conto è richiedere di avere rendiconti e giustificazioni da parte dell’Amministrazione comunale tutt’altra cosa è smantellare il cosiddetto “Modello Riace”.

CGIL CISL UIL territoriali esprimono la propria indignazione per tale decisione che calpesta apertamente la nostra Carta Costituzionale e quindi la democrazia del nostro paese. Unitariamente ci si impegnerà nei prossimi giorni per mettere in campo iniziative volte a contrastare tale provvedimento.

CGIL di Bologna, CISL area metropolitana e UIL ER e Bologna chiedono alle forze democratiche della nostra città di unirsi a noi nel manifestare la propria contrarietà, nonché ad organizzare una risposta che sia all’altezza della drammatica situazione che si è venuta a creare.

Bologna, 15 ottobre 2018

CGIL BO / CISL Area metropolitana / UIL ER e Bologna

M. Lunghi / D. Francesconi / G. Zignani

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