Il 7 ottobre tutte e tutti alla Marcia della pace Perugia Assisi. Camminiamo insieme in un percorso di pace, accoglienza, uguaglianza, solidarietà e dignità.

Camminiamo insieme sulla strada che rigenera fiducia, speranza e volontà di cambiamento, e domenica 7 ottobre parteciperemo l’uno di fianco all’altro, in tanti, lungo la strada da Perugia ad Assisi…

Per rilanciare la nostra partecipazione alla marcia, Cgil Bologna, Anpi Bologna, Libera Bologna, Archivio Storico Cdlm CGIL Bologna, Amnesty San Giovanni in Persiceto, Arci Bologna, Centro Sociale Giorgio Costa Bologna, Portico della Pace Bologna, Tavolo Malala, Donne in nero Bologna, Percorsi di Pace Casalecchio di Reno, Cucine Popolari Bologna, Legambiente Bologna, Rete degli studenti medi Bologna, Rete degli studenti universitari Bologna, Associazione Donne Eritree Bologna, Arcoiris Bologna, venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 settembre saranno presenti alla festa in programma nel quartiere Bolognina “LoveBolFest” (https://www.facebook.com/events/239329753400286/).

Qui raccoglieremo le adesioni per i pullman, venite con noi!

Siamo di fronte ad una deriva xenofoba, razzista e fascista che sta assumendo una dimensione europea e produce violenza ingiustificata verso i migranti, rompe i legami sociali, nega i principi Costituzionali e quanto affermato nella Carta dei diritti fondamentali dell’uomo che recita: “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

Una deriva alimentata dalla narrazione e dagli atti – in molti casi illegittimi – del Governo in carica che sta utilizzando una crisi umanitaria come grimaldello per risolvere un’emergenza che è innanzitutto politica, alimentando paura e intolleranza. Quello che sta attraversando il nostro paese è un malessere che ha origini lontane, frutto delle disuguaglianze alimentate da politiche neoliberiste. È già da qualche anno che assistiamo alla lotta fratricida dei penultimi contro gli ultimi, che va a tutto vantaggio delle classi dominanti. Nonostante le nostre mobilitazioni, siamo di fronte alla costante compressione dei diritti, alla contrazione dello stato sociale, alla precarizzazione, che non è più solo un fenomeno bensì un elemento strutturale della nostra società che colpisce soprattutto le giovani generazioni.

La soluzione non è di certo la criminalizzazione dei migranti, come invece emerge dallo schema di Decreto-Legge recante “DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE E IMMIGRAZIONE, SICUREZZA PUBBLICA…” in cui è chiara la volontà di restringere i diritti e le libertà degli individui e di creare nuove forme di tensione sociale.

Per questo invitiamo tutte le “Istituzioni competenti” a non consentire uno strappo così vigoroso ai principi della Costituzione italiana e ad aprire un serio dibattito sulle riforme necessarie in materia di immigrazione ed asilo in Italia ed in Europa.

Siamo contrari all’apertura dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), o centri di espulsione, perché non può essere considerata come una soluzione praticabile. Questi centri non sono altro che luoghi di controllo e segregazione di essere umani, i quali hanno come unica “colpa” quella di essere privi di titolo di soggiorno.

Oggi alcune delle più importanti conquiste dell’umanità rischiano di essere progressivamente cancellate o annullate: l’universalità dei diritti umani, il diritto alla dignità, il principio di uguaglianza e di giustizia, la democrazia.

Occorre contrastare culturalmente questa deriva partendo dal concetto che non siamo in presenza di un’emergenza. I flussi migratori, frutto delle guerre e della povertà, infatti, sono un fatto inevitabile, gestibile e governabile. Sovranismo, difesa dei confini, “prima gli italiani”, schedature, “rimandiamoli tutti a casa loro…” riarmo, legittima difesa senza regole…Sono parole che non ci appartengono.

Per questo ci batteremo affinché siano fatte scelte politiche nuove e nette, a partire dall’apertura di corridoi umanitari legali, per una politica europea della la gestione dei flussi, affinché si affermi una cultura della solidarietà dell’accoglienza e soprattutto dell’integrazione, a partire dall’estensione del Sistema Sprar su tutto il territorio nazionale, scelta peraltro già fatta all’interno della Città metropolitana di Bologna, che con il decreto Salvini rischia di essere pesantemente messa in discussione.

Inclusione, accoglienza, solidarietà, integrazione, lavoro, per tutte e tutti, sono la miglior alternativa, praticabile e realista, alla paura, per affermare una società in cui la giustizia sociale non è parola vuota, e per rispondere alla domanda di sicurezza che lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini richiedono.

Camminiamo insieme, per mettere in comune le nostre idee, le nostre energie e le nostre risorse con l’obiettivo di proporre percorsi di pace, di sensibilizzare le persone, attraverso iniziative da programmare sul nostro territorio.