Il Tribunale ordinario di Bologna ha condannato Alessandro Morandi (Cine Servizi Soc. Coop) per i licenziamenti illegittimi del cinema Capitol. Il giudice ha dato pienamente ragione alle tesi dell’avv.a Mangione che assisteva due iscritte CGIL che avevano impugnato il licenziamento avvenuto in data 20 maggio 2017.
I licenziamenti sono stati giudicati nulli (quindi c’è la reintegrazione anche con le norme meno tutelanti introdotte con il Jobs Act) e la società proprietaria dell’immobile e della attività della Sala Cinematografica (Immobiliare Verdi, successivamente trasformata per incorporazione in data 9 settembre 2017 in KEPLER srl) è stata condannata a riassumere i lavoratori (ma i lavoratori se vogliono, potranno scegliere in cambio un indennizzo economico pari a 15 mensilità) e condannata, in questo caso dividendo le spese con Morandi, anche a pagare i danni ai lavoratori ovvero tutti i mesi di lavoro non retribuiti, dal licenziamento sino a alla data di reintegra. Inoltre pagheranno in solido anche le spese legali dei lavoratori.
Certo la strada per sanare la ferita aperta, non solo con i lavoratori, ma con la Città intera e la sua Amministrazione, è ancora lunga e tortuosa.
Sappiamo dai giornali che la nuova Società che ha preso in locazione l’immobile con l’intento di farne l’ennesimo negozio di abbigliamento, è recalcitrante ad applicare i regolamenti Comunali che la obbligano a riaprire una sala cinematografica almeno su una parte dell’area dell’immobile, con delle regole precise.
Sappiamo che Morandi già in passato si è sottratto all’obbligo di rispettare le sentenze in giudicato, facendo fallire le società che gestiva ma continuando la stessa attività con altra ragione sociale (!) ed oggi cerca di fare il bis con la messa in liquidazione della Cine Servizi.
Sappiamo dall’ultimo brutto episodio in cui un dipendente del Chaplin ha accusato il Morandi di averlo picchiato solo perché aveva osato “pretendere” i troppi stipendi arretrati, che la parabola di questo gestore e distributore cinematografico scivola sempre più nella cronaca nera piuttosto che sulle pagine dello spettacolo.
Ma siamo certi che la giustizia farà il suo corso e noi saremo sempre in prima linea per agevolare questo corso con le nostre lotte sindacali ed un confronto serrato con le istituzioni sulle tematiche culturali.
Slc-Cgil Bologna
Sindacato Lavoratori della Comunicazione CGIL

Sulla carta stampata la notizia della sentenza: