In questi giorni si è aperto un dibattito sul ruolo dei soci pubblici di Hera.

Riteniamo che il dibattito sul ruolo di una Multiutility con il controllo degli Enti Locali si dovrebbe sviluppare su quali indirizzi strategici si intende dare ai manager aziendali nominati dai soci pubblici.

Questa Azienda gestisce un pezzo di welfare locale e ha le potenzialità e le competenze per essere uno strumento di politiche energetiche e ambientali innovative, che possono dare un impulso all’assetto produttivo e occupazionale del territorio.

Un dibattito che si concentra solo sul numero di azioni possedute dal pubblico ci sembra inadeguato e soprattutto non all’altezza, senza dimenticare che da una quota del 57% nel 2015 siamo passati al 48,5% di azioni possedute dai Comuni senza che nessuno proferisse verbo, eccetto CGIL CISL UIL di Bologna che hanno nel 2015 ottenuto il blocco della vendita.

Richiedere il mantenimento del controllo pubblico, che oggi non ci sembra in discussione visto che è appena stato firmato un nuovo patto parasociale con decorrenza 1 luglio 2018 valevole per 3 anni, è solo la premessa di un ragionamento che va articolato nei seguenti punti:

1- la proprietà pubblica, oltre che incassare i dividendi, deve esercitare il proprio ruolo di indirizzo strategico e non farselo dare dai manager.

2- Il rafforzamento e il completamento dei cicli integrati dell’acqua, dei rifiuti, nonché le politiche energetiche, sono elementi strategici per mantenere e migliorare servizi di qualità per i cittadini. Per questo è necessaria una politica di investimenti adeguata a questi obiettivi:

RIFIUTI: Deve essere implementata una azione ulteriore sul riciclo, dandosi obiettivi specifici di aumento della raccolta differenziata in accordo con i territori, evitando tentazioni da parte dei Comuni di ragionare sulla creazione delle aziende in house che inevitabilmente porteranno ad un arretramento del ciclo integrato costruito negli anni, oltre che ad una pericolosa politica di svilimento delle risorse professionali presenti in azienda.

Una politica di integrazione dei cicli e un servizio di qualità da offrire ai territori deve essere una scelta anche in vista delle probabili gare di conferimento del servizio, che Hera deve provare a vincere non con la competizione al ribasso sui costi ma sulla qualità del proprio servizio.

ACQUA: Il risparmio di un bene prezioso come l’acqua deve essere al centro delle politiche di investimento dell’Azienda. Gli enti locali non possono solamente decidere sulle tariffe da esercitare ma devono anche indicare gli investimenti strategici di cui il territorio ha bisogno. E’ indispensabile implementare investimenti di manutenzione programmata delle reti, nonché rafforzare il ciclo integrato delle acque dalla captazione alla depurazione.

ENERGIA: Gli obiettivi energetici del nostro territorio, in coerenza con il piano regionale dell’energia, devono essere al centro del dibattito della proprietà. Utilizzare le competenze di Hera per raggiungere obiettivi di una politica energetica del territorio ci sembra indispensabile.

3- Ovviamente per raggiungere gli obiettivi del punto precedente è necessario rafforzare una politica di mantenimento in azienda di competenze e relazioni sindacali che diano ai lavoratori voce in capitolo su organizzazione del lavoro, appalti e qualità del lavoro.

E’ necessario perciò aprire al più presto una vertenza a livello nazionale sul mantenimento delle competenze professionali interne e sugli appalti, sulla partecipazione dei lavoratori alle scelte dell’impresa, in coerenza con il dettato Costituzionale, con anche forme innovative di presenza dei lavoratori nel consiglio di amministrazione con propri poteri specifici e naturalmente anche una forte iniziativa per raggiungere un accordo nazionale sulla governance.

Le scriventi Organizzazioni sindacali ritengono fondamentale il coinvolgimento di tutta le RSU di Hera e di tutte le strutture sindacali (territoriali,regionali e nazionali) per costruire una vertenza con i contenuti di cui sopra. Riteniamo che sia il solo modo per dare una prospettiva di consolidamento e di sviluppo di una Azienda che è un bene collettivo di tutto il territorio.

Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna

Maurizio Lunghi

Cisl Area metropolitana bolognese

Danilo Francesconi

Uil Emilia-Romagna e Bologna

Giuliano Zignani