Nella nottata del 23 maggio durante le trattative per il rinnovo del Contratto nazionale degli Operai Agricoli e Florovivaisti le Associazioni Professionali Agricole, Confagricoltura, Coldiretti e Cia, hanno sancito l’impossibilità di continuare il confronto se non fossero state accolte alcune loro richieste che avrebbero messo in discussione parti fondamentali del contratto nazionale. Pertanto, le Segreterie Nazionali e la delegazione trattante, nel prendere atto della rottura del confronto, hanno dichiarato una giornata di sciopero per il prossimo 15 giugno, da declinarsi a livello territoriale.

FAI, FLAI e UILA dell’Emilia-Romagna indicono pertanto una manifestazione regionale per venerdì 15 giugno a FORLI’ con concentramento alle ore 10.00 in C.so Della Repubblica 45 (Sede Confragricoltura) e corteo fino a Piazza Saffi.

La richiesta di cancellare l’orario giornaliero di lavoro è per noi inaccettabile, le ricadute sui diritti salariali e previdenziali dei lavoratori sarebbero devastanti in un settore a così alta precarietà, così come l’introduzione di un salario minimo nazionale a 850 euro al mese (ovvero poco più di 5 euro all’ora) che vedrebbe di fatto vanificata la contrattazione nazionale e provinciale (che tratta una parte del salario nazionale). Nonostante le aperture del sindacato su alcuni temi delicati, come le applicazioni contrattuali per le aziende con siti in più provincie da individuarsi tramite un confronto tra le parti e non attraverso automatismi, le controparti hanno deciso di non proseguire la trattativa.

E’ evidente il tentativo stante le richieste fatte dalle controparti di manomettere per via contrattuale la Legge 199/16 contro lo sfruttamento lavorativo e il caporalato, inserendo nel contratto nazionale regole che limiterebbero la rilevazione degli indici di sfruttamento legati alle inadempienze contrattuali (orario di lavoro e salario in primis).

L’elogio del Made in Italy, che trova il cuore pulsante nelle produzioni eno-gastronomiche italiane anche nella nostra Regione, è incompatibile con il perdurare di pratiche diffuse di lavoro nero, grigio, sotto-salario e sfruttamento, per questo non possiamo accettare, dopo aver atteso per tanti anni una legge di civiltà come la Legge 199/2016, che la stessa venga indebolita per via contrattuale.
Chi rappresenta l’imprenditoria agricola sana di questo paese dovrebbe agire in tutela delle aziende stesse, per garantire concorrenza leale e mettere al bando le aziende irregolari, non forzare per dare coperture a chi non rispetta i contratti!

Bologna, 30 maggio 2018

FAI-CISL FLAI-CGIL UILA-UIL
Daniele Saporetti Umberto Franciosi Sergio Modanesi