Fp Cgil e Cisl Fp promuovono per martedì 5 giugno, dalle 10 alle 13 in piazza Roosevelt davanti alla Prefettura di Bologna, un presidio dei lavoratori dell’UIEPE (Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna), il servizio periferico del Ministero della Giustizia, Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità, con sede in via Cairoli 1 a Bologna.

Le organizzazioni sindacali Fp Cgil e Cisl Fp riportano all’attenzione pubblica la grave situazione persistente presso l’ufficio UIEPE/Giustizia di Bologna caratterizzata da peggioramento allarmante delle condizioni di agibilità, di sicurezza e igienico sanitarie del posto di lavoro. Tale problema, ampiamente fatto presente e da anni alle autorità competenti, senza ottenere risultati, sta producendo reali rischi per la sicurezza dei dipendenti e dell’utenza, per cui i sindacati, con ampio mandato dei lavoratori, dopo ulteriori tentativi per risolvere la situazione con la Direzione del Dipartimento di Giustizia competente, hanno dichiarato lo stato di agitazione a tutela dei lavoratori.

L’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna ( UIEPE) è un ufficio periferico del Ministero della Giustizia, Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità, che si occupa di persone in esecuzione penale che svolgono le misure alternative alla detenzione e la sospensione del procedimento con messa alla prova. Le attività svolte richiamano quanto sancito dalla Costituzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” (art. 27).

“Il personale, impiegato presso Uiepe: funzionari della professionalità di Servizio Sociale, funzionario psicologo e personale tecnico amministrativo, non dispone – dichiarano Fp Cigl e Cisl Fp – attualmente di spazi adeguati per svolgere le proprie funzioni istituzionali e professionali. Ne consegue che non è più possibile garantire un corretto funzionamento dell’attività con ripercussioni negative anche sulla società, in termini di sicurezza dei cittadini e di controllo sociale, poiché non si svolge nei giusti termini il ruolo educativo nei confronti del condannato”.

“In queste condizioni – dicono ancora Fp Cgil e Cisl Fp – non è possibile garantire un corretto svolgimento del servizio. Ogni giorno in media si registrano circa 40 ingressi, che si aggiungono ai 48 dipendenti in servizio, in una sede che non è idonea a gestire una tale mole di lavoro. Carenza di porte di sicurezza e di uffici per il ricevimento, servizi igienici non adeguati, climatizzazione non idonea, spazi inappropriati per gli archivi con accatastamento di materiale di carta facilmente infiammabile, mancanza di sala di colloqui riservati, e parte di impianto elettrico non a norma, sono alcune delle emergenze denunciate”.

“Oltre a ciò non è inoltre possibile – concludono le sigle sindacali – garantire la necessaria riservatezza durante i colloqui con l’utenza, nonché effettuare riunioni di servizio, riunioni tecniche ed incontri congiunti con operatori della comunità territoriale oltreché incontri di confronto tra operatori, fondamentali per svolgere in modo funzionale il mandato professionale”.

Bologna,
Fp Cgil Nunzia Catena
Cisl Fp Mario Durante