Si è svolto oggi, 10 maggio 2018, l’incontro di informativa per i sindacati all’Ufficio scolastico territoriale di Bologna sugli organici di diritto per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria.

Registriamo ancora una annosa sofferenza sul sostegno: a fronte di 503 posti/docenti in organico di diritto per il segmento infanzia/primaria, ci saranno 240 posti/docenti per la conferma delle deroghe più ulteriori posti per le nuove deroghe. Contemporaneamente, però, 23 docenti di sostegno all’infanzia e 15 alla primaria sono diventati perdenti posto. Sicuramente ciascuno di loro troverà una scuola nella quale lavorare, ma molte continuità verranno a perdersi.

Da sempre chiediamo che per il sostegno si stabilizzi l’organico e non si continui con l’abuso dell’istituto della deroga, derivato da un meccanismo legislativo che fissa un tetto al numero di posti di sostegno in organico di diritto, senza metterlo in relazione con il numero di bambine e bambini disabili frequentanti la scuola. Occorre aumentare in maniera significativa l’organico di diritto per dare stabilità ai docenti di sostegno che potranno così garantire continuità didattica e pedagogica, stabilizzando i team, costruendo le basi per la creazione e realizzazione concreta di progetti educativi indispensabili all’integrazione delle bambine e dei bambini disabili.

Riteniamo soddisfacente il lavoro fatto dall’Ufficio V di Bologna relativamente agli organici dell’infanzia, anche se rimaniamo critici sulla operazione fatta dal MIUR che, per riconoscere il diritto all’organico di potenziamento alla scuola dell’infanzia, ha obbligato gli uffici territoriali a sottrarli dagli altri ordini di scuola. Operazione, inoltre, veramente “residuale” se si conta che ammonta a 9 posti il contingente di potenziamento che dal primo settembre andrà alle scuole dell’infanzia bolognesi a fronte di 1058 docenti di posto comune.

Insoddisfacente rimane ancora la risposta alla richiesta di tempo pieno fatta dai genitori: per circa 40 classi che ad oggi funzionano con un “tempo lungo”, è stata richiesta la trasformazione a tempo pieno, ma solo per 6 di queste a settembre il tempo pieno funzionerà realmente.

Comprendiamo, e apprezziamo, lo sforzo fatto dall’UST di Bologna di dare alle scuole posti e ore in modo tale da permettere a quelle che ne hanno fatto richiesta, di avere un funzionamento che supera le 27 ore settimanali. Così come apprendiamo con piacere che le classi che funzioneranno tempo pieno saranno il 57%. Ma evidentemente la richiesta di tempo pieno nel territorio bolognese è ancora maggiore. La possibilità di avere una scuola che funziona a “tempo lungo” va incontro alle esigenze delle famiglie che però, cercano stabilità nella scelta: un tempo pieno, una volta istituito permane dalla prima alla quinta, un “tempo lungo” potrebbe modificarsi ogni anno.

Ma le risorse ci sarebbero! In Emilia-Romagna nel 2018/2019 avremo 549023 studenti e 43399 docenti con un rapporto alunni/docenti di 12,37. La media nazionale si attesta al 12,22 che, in termini assoluti, si tradurrebbe in 1529 posti di docenti in più in Emilia Romagna, se solo venisse applicata la media italiana.

E’ una grave responsabilità del MIUR. Per questo chiediamo che, oltre a noi, anche la Regione e tutti gli Enti Locali si attivino per ottenere una distribuzione più equa e rispettosa, in modo da dare le risposte che mancano ai cittadini, a partire dai più piccoli.

Susi Bagni

Segretario generale Flc-Cgil Bologna