Vertenza Nuova logistica, vile attacco dei Cobas ai diritti dei lavoratori

Venerdì scorso, 4 maggio 2018, si è svolto in Città metropolitana a Bologna l’incontro con oggetto la procedura di licenziamento aperta da Nuova logistica per 18 lavoratori distribuiti in due stabilimenti, uno a Cadriano e uno alle Roveri Bologna. La trattativa si svolgeva su una richiesta della Cgil di risolvere il problema con incentivi all’esodo volontario e utilizzando il contratto di solidarietà per tutti i lavoratori. Su questa base è partita la trattativa, e si stava per giungere ad un’ipotesi d’accordo.

La trattativa è saltata per colpa dei Cobas che chiedevano il licenziamento dei lavoratori dello stabilimento delle Roveri, e il contratto di solidarietà solo per i lavoratori di Cadriano. Posizione ribadita sulla pagina Facebook della Cgil di Bologna, dove a commento della notizia del presidio dei lavoratori davanti alla Città metropolitana il delegato Cobas dichiara: “L’altro magazzino è morto, quindi devono morire anche i suoi dipendenti”.

Su questa posizione, il sindacato di base ha minacciato l’azienda di mettere in campo iniziative negli stabilimenti. L’azienda, a questo punto, si è piegata al ricatto dei Cobas. Per cui non è stato possibile arrivare all’accordo.

Premesso che tutti i lavoratori sono dipendenti della medesima azienda, Nuova logistica, e che hanno le stesse professionalità e le stesse mansioni tanto a Cadriano quanto alle Roveri, la Cgil ritiene la posizione del sindacato di base vergognosa, filopadronale e che favorisce l’azienda nelle proprie intenzioni di procedere con i licenziamenti. I Cobas si dimostrano un sindacato peggiore dei sindacati gialli degli anni Cinquanta, assolutamente contrari a ogni solidarietà fra lavoratori, contro la cultura solidaristica che ancora fortunatamente permane in Emilia-Romagna.

Risulta assolutamente inaccettabile e da respingere la posizione dell’azienda che si piega ai ricatti dei Cobas, di fronte a una soluzione condivisa (forse finalmente contenta di poter licenziare una parte dei lavoratori). Non a caso, in Città metropolitana, il sindacato di base è stato invitato dall’azienda.

I lavoratori riuniti in assemblea questa mattina, 7 maggio 2018, hanno quindi dichiarato lo stato di agitazione e hanno confermato la propria volontà che nessuno venga licenziato e che si trovi una soluzione per tutti. Chiediamo quindi alle istituzioni, e in particolare alla Città metropolitana e all’assessore regionale al Lavoro Palma Costi, di convocare il tavolo previsto dalla legge sulla procedura dei licenziamenti collettivi. Chiediamo inoltre che le istituzioni locali si esprimano ed operino in maniera netta al fine di respingere questi vili attacchi contro i lavoratori da parte di un sedicente sindacato compiacente con l’azienda che per la cultura della nostra regione non deve avere diritto di cittadinanza.

Chiediamo infine che le istituzioni esprimano nei fatti la solidarietà ai lavoratori, e che operino per trovare una soluzione per tutti i lavoratori.

Giacomo Stagni

Segreteria Cgil Camera del lavoro metropolitana di Bologna

Susanna Sandri

Filt-Cgil Bologna